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Vicenda porto: quanto รจ grande l’Albo degli avvocati di Molfetta?

Due incarichi legali affidati a distanza di un anno a due ex assessori della stessa giunta (Natalicchio): l'ultimo, sul dragaggio del porto, da 42mila euro

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Ieri, 1ยฐ settembre 2026, il Comune di Molfetta ha firmato una determinazione da 42.314,48 euro. รˆ il compenso lordo (comprensivo di rimborso spese, contributo previdenziale e IVA) riconosciuto all’avvocato Giovanni Abbattista per un incarico di supporto tecnico-legale al Responsabile Unico del Progetto sugli interventi di dragaggio dei fondali del porto, la โ€œpartitaโ€ che negli uffici comunali porta il nome in codice di “Prioritร  5”.
Il compito di Abbattista? Verificare se e come l’Amministrazione possa esercitare l’autotutela su una gara d’appalto giร  bandita, revocando gli atti che l’avevano messa in moto, e mettere in sicurezza giuridica ogni passaggio successivo. Compreso il rischio di ricorsi da parte delle imprese che avevano partecipato alla procedura originaria.
Un atto amministrativo come tanti. Affidamento diretto sotto i 140mila euro, come previsto dal nuovo codice dei contratti pubblici, e istruttoria svolta consultando i curricula degli iscritti all’Albo degli avvocati del Comune. Insomma, nulla di irregolare sulla carta. Ma c’รจ una particolaritร  che la determinazione non puรฒ evidenziare.
Giovanni Abbattista non riceve questo incarico da perfetto estraneo. Infatti, รจ stato assessore ai Lavori Pubblici โ€“ con delega, tra le altre cose, proprio al porto โ€“ nella giunta guidata da Paola Natalicchio. E quando lasciรฒ l’incarico su volontร  della stessa sindaca, nellโ€™agosto del 2015, lo fece mugugnando sul suo profilo social: ยซNon mi amareggia tanto per la impossibilitร  di portare a compimento progetti anche importanti ai quali ho lavorato con passione e che avrei avuto piacere di vedere realizzati con il mio contributo, la scelta del Sindaco mi delude soprattutto sul piano politicoยป. Dunque, il progetto di completamento del porto, di cui il dragaggio dei fondali e la gestione dei sedimenti sono da anni il cuore tecnico e politico, รจ esattamente la stessa partita su cui oggi, da libero professionista, รจ chiamato a consigliare il Comune su come disfare una gara e ripartire da capo. Insomma, chi ha contribuito da assessore a lavorare sull’iter di un’opera pubblica, si ritrova ora, da consulente esterno pagato dallo stesso Ente, a valutare se certe impostazioni vadano riviste, revocate, riscritte. Le due funzioni non si sovrappongono nel tempo, e la legge non pone automatismi di incompatibilitร  in un caso come questo. Ma la domanda, sul piano dell’opportunitร  piรน che della legittimitร , resta scontata farla: puรฒ un professionista valutare con piena terzietร  le criticitร  di un progetto che ha contribuito a mettere in moto?
E qui la vicenda si allarga, perchรฉ Abbattista non รจ un caso isolato. Infatti, il Comune aveva giร  affidato un incarico dello stesso tipo (supporto legale esterno e pagato profumatamente) a un altro nome della stessa stagione amministrativa, l’avvocato Giuseppe “Bepi” Maralfa, che con Paola Natalicchio era stato assessore (alle Politiche Sociali, Legalitร , Trasparenza e Politiche Giovanili) e anche vicesindaco. Con determinazione dirigenziale n. 934 del 16 luglio 2025, gli era stato affidato un incarico legale annuale da 29.900 euro per supportare il Segretario Generale e Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza, dott. Ernesto Lozzi, su anticorruzione e controllo degli appalti. Un incarico concluso proprio poche settimane prima che si aprisse quello di Abbattista.
Il dato interessante non รจ che la giunta attuale premi i propri fedelissimi. Quell’incarico a Maralfa fu firmato quando il sindaco era ancora sulla carta Tommaso Minervini, prima della sua caduta. Il filo che lega i due episodi, insomma, non รจ la fedeltร  a chi oggi governa Palazzo Giovene, ma qualcosa di piรน strutturale. Da un’amministrazione all’altra, la macchina comunale continua a rivolgersi allo stesso ristretto perimetro di avvocati cresciuti nella stagione politico-amministrativa che fu di Paola Natalicchio. Un cerchio piccolo, competente, ma evidentemente capace di sopravvivere ai cambi di sindaco. Aggiungiamo a questo il curriculum politico di Abbattista, che per anni ha avuto un ruolo di primo piano nella costruzione del centrosinistra molfettese, tanto da essere stato indicato, nel 2021, come possibile candidato sindaco per le amministrative del 2022. Come del resto, palese รจ stato il suo sostegno a Manuel Minervini durante lโ€™ultima campagna elettorale. Nessuno mette in dubbio la sua competenza di amministrativista, riconosciuta e circostanziata. Ma la domanda resta: quanto รจ ampio, davvero, l’albo da cui Molfetta sceglie i propri consulenti di fiducia?
Vale la pena ricordare perchรฉ tutto questo sia necessario. Il progetto della vasca di colmata sul Lungomare Colonna, parte integrante degli interventi di dragaggio, era in cantiere da anni ed era arrivato fino alla fase di gara. Ad agosto la Giunta Minervini ha annunciato lo stop. Il dragaggio del porto resta confermato, ma cambia la gestione dei sedimenti. I materiali piรน puliti finiranno in mare, i fanghi piรน inquinati in una vasca piรน piccola, dentro il bacino portuale, nell’area del Molo Pennello, con un costo stimato dimezzato rispetto ai 12,3 milioni previsti in origine. รˆ qui che serve un legale che sappia tenere in piedi, giuridicamente, la revoca della vecchia gara senza esporre l’Ente a risarcimenti milionari. Il compito รจ reale, la complessitร  pure.
Va detto con chiarezza, per non lasciare equivoci: รจ tutto nella norma. Nessuna irregolaritร , nessuna violazione, nessun conflitto d’interessi certificabile. Ma proprio perchรฉ tutto รจ legittimo, il discorso da fare รจ un altro, รจ quello sulla opportunitร  e la credibilitร  politica. Il mondo non sarebbe finito se l’Amministrazione si fosse rivolta, per un dossier cosรฌ delicato, a un consulente davvero super partes, senza una carriera politica alle spalle cosรฌ evidente. Questa nomina, con tutte le carte in regola sul piano formale, lascia ai cittadini l’impressione, legittima quanto la nomina stessa, che l’amministrazione della cosa pubblica, a Molfetta, debba evidentemente fare i conti con logiche di appartenenza.

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