CāĆØ un documento che, più di altri, aiuta a comprendere la discussione di questi mesi sulla vasca di colmata del Lungomare Marcantonio Colonna di Molfetta. Ć la Delibera di Giunta Comunale n. 219 del 14 novembre 2011, adottata dallāAmministrazione comunale guidata dal sindaco Antonio Azzollini. Lāoggetto della delibera era: āLavori di completamento diga foranea (art. 2 c. 1 L. 174/02 e ss.mm. e ii.) – 2° Lotto Centro Servizi ā viabilitĆ di servizio ā dragaggi. Approvazione progetto preliminare.ā.
Quella delibera appare oggi di straordinaria attualitĆ . PerchĆ© dalle pagine del progetto emerge che la vasca di colmata sul Lungomare Marcantonio Colonna non nasceva come una normale spiaggia cittadina, nĆ© come un semplice intervento di riqualificazione urbana. Nelle intenzioni progettuali era unāopera marittima destinata ad accogliere il materiale proveniente dal dragaggio del porto. E nel 2011 non si conosceva neanche la natura dei sedimenti, perchĆ© non era stata effettuata la loro caratterizzazione. E lo stesso progetto riconosceva che alcune delle aspettative iniziali dellāAmministrazione non erano realisticamente perseguibili. Rileggere oggi quelle pagine significa, dunque, tornare al punto di partenza di una vicenda amministrativa lunga quindici anni e distinguere ciò che apparteneva alle intenzioni originarie da ciò che lāopera sarebbe concretamente diventata.
La delibera n. 219/2011 è particolarmente significativa perché elenca le opere stralciate nella 2ª perizia di variante, già approvata con la delibera n. 101 del 18 maggio 2011, necessarie per dare piena funzionalità al nuovo porto commerciale. Tra queste compare, per la prima volta in maniera esplicita, un intervento di riqualificazione del lungomare cittadino a sud del porto, destinato anche ad accogliere il materiale di risulta del dragaggio.
Nella relazione illustrativa e tecnica (R-001), allegata alla delibera e firmata dal R.U.P., ing. Enzo Balducci, dal direttore dei lavori, ing. Franco Grimaldi, e dal responsabile della sicurezza, arch. Pietro Scrimieri, si parla del āLungomare Urbanoā. Lāobiettivo dichiarato era migliorare il rapporto della cittĆ con il mare. Il Lungomare Colonna viene descritto come un luogo di particolare pregio, fondamentale per lāimmagine del waterfront cittadino. LāAmministrazione dellāepoca immaginava un intervento esclusivamente āmarinoā, compatibile con una futura e più ampia riqualificazione del lungomare. Lāidea era quella di rendere finalmente fruibile il mare, oggi difficilmente accessibile in quel tratto di costa. Nelle intenzioni iniziali si arrivava a ipotizzare unāarea attrezzata a quota più bassa rispetto alla strada, utilizzabile nella buona stagione, con la possibilitĆ di realizzare sotto il Lungomare locali stagionali destinati a ristorazione, bar e gelaterie, oltre a spazi per depositi, rimessaggio di imbarcazioni e attrezzature da pesca. Ma ĆØ proprio a questo punto che il progetto del 2011 cambia direzione.
Il problema era il mare o, meglio, la forza del mare, che rendeva quella soluzione molto più difficile di quanto potesse apparire sulla carta. Gli studi meteomarini citati nel progetto descrivevano infatti un tratto di costa esposto a mareggiate importanti. In condizioni di forte moto ondoso, il fronte dellāintervento sarebbe stato interessato da onde frangenti con altezze significative dellāordine di 3,5 metri o più. E non si trattava necessariamente di eventi eccezionali. La conformazione dei fondali avrebbe potuto determinare condizioni di moto ondoso importanti, tali da danneggiare le strutture esistenti. Qui il progetto del 2011 perde quota: lāarea attrezzata immaginata inizialmente dallāAmministrazione viene sostanzialmente considerata non realizzabile nelle condizioni ipotizzate.
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