Oggi in cittĆ ĆØ previsto un corteo per manifestare contro il genocidio e per la liberazione del popolo palestinese. Un plauso allāiniziativa, ai suoi organizzatori e a quanti vi parteciperanno. Finanche il Vescovo Cornacchia ha ritenuto lāiniziativa una cosa giusta, ormai abituati ai suoi silenzi e alle sue prudenze quasi sempre ingiustificate.
Non dimentichiamoci, però, che anche in questa nostra cittĆ non cāĆØ più la pace. E non cāĆØ da parecchio tempo. Mi vengono in mente le parole del Venerabile Bello quando, di fronte agli amministratori e ai politici delle quattro cittĆ della diocesi, diceva cosƬ: Ā«Se uno mi chiedesse a bruciapelo: āDammi una definizione di quel che dovrebbero essere i politiciā, io risponderei subito: āOperatori di paceāĀ».
Mi astengo dal fare lāesegesi di questo bellissimo e autentico pensiero perchĆ© molti dei nostri politici non sarebbero capaci di capirla, mentre la grande maggioranza la ārespingerebbe al mittente come indesiderataā. E allora, “operatori di pace” o pace di “operare”? In poche parole: a quando in cittĆ una marcia per la liberazione del popolo molfettese?



























