La felicità e le lacrime: sono innegabilmente le misure basilari dell’esistere al mondo. E dal perenne alternarsi di attimi, battiti di cuore, frammenti di tempo che costituiscono gioia e pianto, piacere e dispiacere, vita e morte, nasce il ricordo. Ricordare è fare tornare alla mente tutto. Parole, sorrisi, dolori, carezze, lacrime. Ricordare è anche raccontare. Raccontare, per esempio, ogni cosa che il cuore ha conservato e riservato alla memoria. E di Lui, dell’Uomo, del Vescovo, del Profeta, i ricordi sono tanti, tantissimi, e perciò vanno raccontati con la semplicità e la chiarezza di un “racconto”. Perché “la Voce della Povertà”? Perché don Tonino è stato un Vescovo povero; ha vissuto e testimoniato la povertà; ha parlato della povertà con la voce dei poveri. Ogni passo, ogni parola,...
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