“Un sogno di fraternità” è l’opera che raccoglie per la prima volta la totalità degli scritti di don Tonino Bello, dal 1954 fino agli ultimi giorni della sua vita terrena. Seicentocinquanta pagine, oltre mille schede, altrettanti testi. Un corpus che mostra l’uomo intero nel suo farsi pensiero, giorno dopo giorno, lettera dopo lettera.
A curare l’opera è Valerio Ugenti, già ordinario di letteratura cristiana antica all’Università del Salento, che a don Tonino è legato da un doppio filo: è suo compaesano e lontano parente. Non un caso, dunque, se il lavoro, condotto insieme ad altri quindici docenti universitari, non ha il passo dell’agiografia, ma quello della filologia applicata a una vita. Gli studiosi hanno passato al setaccio ogni scritto per ricostruire i temi che più stavano a cuore al Venerabile, gli uditori a cui di volta in volta si rivolgeva, i fatti di cronaca che lo interpellavano e lo muovevano a ragionamento, a pietà, talvolta a sdegno.
È un’operazione che a Molfetta tocca da vicino, e non solo per l’affetto che la città conserva per il suo vescovo. Restituire don Tonino nella sua interezza, comprese le pagine meno note, meno citate, meno comode, significa sottrarlo alla tentazione, sempre in agguato, di ridurlo a icona da citare a comando. Un’operazione che chi ha lavorato per anni sull’archivio di don Tonino, dalle carte del suo rapporto con la politica alle riflessioni meno frequentate, non può che accogliere con interesse.



























