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Un presidio della Polizia Locale nel cuore della città

Dopo due presidi chiusi in silenzio, Molfetta riprova con la Polizia Locale in via Piazza: questa volta sarà diverso?

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L’annuncio del sindaco Manuel Minervini sull’imminente apertura di un presidio della Polizia Locale nel cuore del centro cittadino rappresenta una notizia che merita di essere accolta favorevolmente. Da tempo residenti, commercianti e operatori economici chiedono una presenza più stabile delle istituzioni in una delle aree più delicate della città, segnata negli ultimi mesi da un preoccupante aumento degli episodi di microcriminalità.
Va ricordato, però, che Molfetta ha già conosciuto esperienze simili. In passato altri due presidi furono inaugurati da altre amministrazioni. Iniziative che, purtroppo, ebbero vita breve e finirono con lo spegnersi poco dopo il clamore dell’inaugurazione, lasciando la sensazione che fossero rimaste più legate agli annunci elettorali che a un progetto duraturo.
Oggi il contesto appare diverso. La campagna elettorale è ormai alle spalle e l’attivazione del presidio costituisce una delle promesse che l’attuale amministrazione aveva assunto con i cittadini. È quindi giusto guardare con fiducia a questo progetto, ma anche con l’attenzione che ogni scelta amministrativa richiede quando riguarda un tema delicato come la sicurezza urbana.
La delibera approvata dalla Giunta individua nell’immobile comunale di via Piazza 45 la sede del nuovo presidio territoriale della Polizia Locale. Gli uffici competenti sono stati incaricati di eseguire gli interventi necessari per adeguare i locali alle esigenze operative del Corpo, garantendo sicurezza, accessibilità e una chiara riconoscibilità del presidio attraverso l’apposita segnaletica istituzionale. Le finalità indicate nell’atto sono pienamente condivisibili: rafforzare la presenza della Polizia Locale nel centro storico e offrire ai cittadini un punto di riferimento facilmente individuabile.
C’è però un elemento fondamentale che la delibera non affronta e che probabilmente rappresenta la vera chiave del successo dell’iniziativa. Nell’atto non viene infatti specificato come il presidio sarà organizzato, quali saranno gli orari di apertura, quante unità vi saranno assegnate e, soprattutto, se sarà garantita una presenza operativa anche nelle ore serali e notturne. È proprio questo il punto sul quale sarebbe opportuno che l’amministrazione fornisse presto chiarimenti.
Se il presidio dovesse limitarsi ad essere un altro ufficio aperto durante il giorno o, nella migliore delle ipotesi, fino alle 22, il suo contributo alla sicurezza rischierebbe di essere limitato. Chi vive il centro storico sa bene che i fenomeni di maggiore criticità si concentrano proprio dopo quell’orario. È nelle ore della movida e fino alle prime luci dell’alba che si verificano risse, omicidi, danneggiamenti, atti vandalici, schiamazzi, comportamenti violenti e altri episodi che negli ultimi tempi hanno alimentato un crescente senso di insicurezza tra residenti e commercianti.
La presenza di un presidio realmente operativo in quella fascia oraria avrebbe invece un valore completamente diverso. Non soltanto come punto fisso di riferimento, ma come base per pattugliamenti continui, interventi rapidi e un controllo costante delle aree più sensibili della città.
La sicurezza, tuttavia, non può essere interpretata esclusivamente come repressione dei reati. Un presidio della Polizia Locale può svolgere un’importante attività di prevenzione, contribuendo al rispetto delle regole anche sotto altri profili. Nel centro storico e nelle aree della movida potrebbero essere intensificati i controlli sulle occupazioni di suolo pubblico, sul rispetto degli orari delle attività commerciali, sulle autorizzazioni amministrative, sulle norme igienico-sanitarie in collaborazione con gli enti competenti e sul contrasto ai fenomeni di abusivismo. Una presenza quotidiana e visibile rappresenterebbe un forte elemento di deterrenza e contribuirebbe a migliorare la qualità della convivenza civile.
Naturalmente nessuno pensa che la sola Polizia Locale possa risolvere fenomeni criminali complessi, che restano competenza delle forze di polizia dello Stato. Tuttavia un presidio efficiente può diventare un tassello importante all’interno di una rete di collaborazione con Carabinieri e Guardia di Finanza, favorendo un controllo più capillare del territorio e una maggiore rapidità nelle segnalazioni e negli interventi.
Per questo motivo il successo dell’iniziativa non si misurerà il giorno dell’inaugurazione dei locali di via Piazza, ma nei mesi successivi. Sarà la continuità del servizio a fare la differenza. Molfetta non ha bisogno dell’ennesimo presidio simbolico destinato ad esaurirsi nel tempo. Ha bisogno di una presenza stabile, riconoscibile e operativa, capace di accompagnare la città proprio nelle ore in cui i cittadini chiedono maggiore tutela.
L’apertura del presidio rappresenta quindi un passo nella direzione giusta e merita di essere sostenuta. Ma perché questa scelta non diventi l’ennesima occasione mancata sarà necessario completarla con un’organizzazione adeguata, personale sufficiente e orari di servizio coerenti con le reali esigenze della città. Solo allora si potrà dire che il nuovo presidio avrà davvero segnato una svolta nella sicurezza del centro storico di Molfetta.

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