Un nuovo esodo

È tempo di esodo, è tempo di  passaggio, è tempo di cambiamento. E, come ogni traversata, comporta fatica, sudore, impegno. Gesù invita i suoi discepoli a prendere la barca (in riferimento alla vita) e a passare dall’altra parte della riva (compiere un tragitto). È un invito a rimettersi in movimento, per certi versi in discussione. Ogni traversata esistenziale è un decidere di rimettersi in discussione, compiere un passaggio, rimettersi in movimento affrontando le fatiche che lo stesso cammino include.
Era sera quando il Maestro di Nazaret ha chiesto ai suoi discepoli di compiere la traversata. È la sera della vita, il momento in cui sopraggiunge il buio, l’incertezza, la paura, l’insicurezza, la solitudine, la sfida delle scelte forti, la morte.
Ma quella sera i discepoli non erano soli, portavano con se il loro Maestro, lo hanno introdotto nella propria barca esistenziale. Eppure, al momento della tempesta non fanno caso alla sua presenza e si lasciano sballottare dalle onde in movimento. L’insicurezza prende il sopravvento quando si dimentica che il Signore è nella stessa barca.
L’evangelista Marco, di cui leggiamo la pagina oggi, nel suo testo evangelico cita sei sere in riferimento ai sei giorni della creazione. La settima sera non c’è perché è la sera in cui Gesù muore, scende negli inferi e risorge. Le sei sere richiamano il tempo del cammino verso la vita nuova, la nuova creazione, la nuova Pentecoste. Sere esodali. Sere in cammino. Sere che conducono alla Pasqua, alla vita nuova.
Passare all’altra riva è compiere un esodo verso un nuovo estuario, come avvenne per il popolo peregrinante nel deserto durante i quarant’anni. Tempo di traversata, tempo di cammino estenuante, tempo di cambiamento, tempo di passaggio, tempo di cambiamento. Gesù invita i suoi amici a fare la traversata della Pasqua. Quell’andare all’altra riva è passare per la notte degli inferi raggiungendo il nuovo giorno pasquale, il giorno della risurrezione, il giorno in cui il sole brilla e la vita acquista una rinnovata luminosità.
Anche oggi Gesù ci invita a compiere una traversata con la certezza che lui la farà insieme a noi, senza abbandonarci, senza lasciarci soli ad affrontare la situazione. Ci chiede di trovare il coraggio di intraprendere nuovi cammini. Ci esorta ad allentare le corde che ci irrigidiscono per avventurarci verso nuovi porti. Come ogni traversata, avviene di sera, nel tempo cioè in cui stiamo soli, viviamo un particolare e magari delicato momento, ci sentiamo debilitati, forse viviamo qualche amarezza, ci sentiamo sperduti e disorientati. Sono le sere in cui potrà sbocciare la vita nuova. Sono le notti della creazione, quelle in cui possono realizzarsi i sogni di albe nuove e la vita potrà conoscere veri cambiamenti, vere risurrezioni.

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