Un pugile molfettese sul ring per un titolo mondiale. Già questo basterebbe per entrare nella storia. Claudio “Red Bull” Squeo, 34 anni, ha vissuto il sogno che ogni atleta coltiva fin da bambino: combattere per la cintura di campione del mondo.
Al Gold Coast Convention Centre di Broadbeach, in Australia, Squeo ha affrontato il temutissimo Jai Opetaia, campione del mondo IBF dei pesi massimi leggeri. L’australiano, imbattuto e con un record impressionante di 28 vittorie (21 per KO), si è confermato avversario di caratura mondiale, chiudendo il match con un potente gancio al quinto round. Ma nonostante la sconfitta, Squeo ha lasciato il ring a testa alta.
Opetaia, più giovane e fisicamente più strutturato, partiva largamente favorito ma Squeo ha accettato la sfida più importante con la consapevolezza e la tenacia cuore di un pugile esperto e grintoso.
Nei primi due round, il boxer molfettese ha mostrato carattere e determinazione, restando concentrato in difesa e riuscendo anche a colpire in alcune occasioni: una partenza incoraggiante, che ha fatto sperare il pubblico italiano in un’impresa.
Dalla terza ripresa in poi, Opetaia ha preso il controllo del match per poi scatenare la sua violenza nel quarto round; quarto round che ha visto Squeo dapprima piegarsi per un colpo al costato (giudicato regolare dall’arbitro), per poi reagire con orgoglio e tentare di legare per resistere alla pressione. È stato però nel quinto round che il campione ha messo fine al combattimento: un gancio secco tra mandibola e orecchio ha costretto l’italiano in ginocchio. Claudio si è rialzato, pronto a continuare, ma ha poi deciso di fermarsi, interrompendo così l’incontro e le sue speranze di gloria.
A fine match, lo stesso Opetaia ha voluto rendere omaggio a Squeo: “Ha avuto il coraggio di venire qui, nella tana del leone. Lo rispetto per questo. Ma volevo chiudere in fretta per continuare il mio percorso verso l’unificazione del titolo”.
Claudio Squeo ha rappresentato l’Italia e la città di Molfetta in un contesto internazionale prestigioso. Con 17 vittorie (9 per KO) alle spalle, questa sconfitta rappresenta il primo stop della sua carriera. Ma è una sconfitta da grande protagonista, maturata sul ring più importante, contro il numero uno al mondo.

























