Manuel Minervini è stato proclamato sindaco di Molfetta. La cerimonia si è svolta in Piazza Municipio, con quella che viene descritta come una “straordinaria partecipazione popolare”. Nel suo primo intervento ufficiale, Minervini ha dedicato un pensiero a Matteo Altomare, primo sindaco repubblicano della città, e a Guglielmo Minervini, di cui è stata richiamata l’eredità politica legata a partecipazione e trasformazione sociale. Un’eredità evocata nei toni dell’omaggio, almeno per ora, per aspettarla concretamente nell’azione di governo che sta per partire.
Il neosindaco ha indicato tre parole-chiave per il mandato: solidarietà, rigenerazione e cultura. Si tratta di un lessico che richiama un certo repertorio amministrativo ormai diffuso nei documenti istituzionali italiani, e che non è stato accompagnato, in questa prima uscita, da riferimenti a tempi, risorse o atti specifici. La cultura, in particolare, è stata presentata come leva per contrastare “la cultura dello scarto, l’emarginazione e l’isolamento sociale”. Un’affermazione di principio che attende, nelle prossime settimane, una traduzione in scelte verificabili: giunta, deleghe e linee programmatiche.
A queste tre parole si aggiunge un richiamo alla pace come “idea diffusa” e “pungolo costante” per una società più giusta. Un passaggio dal registro più evocativo che programmatico, in linea con il tono complessivo dell’intervento.
Nel discorso è stato inserito anche un passaggio dedicato a Domenico Centrone, il concittadino trattenuto a Bengasi, a cui Minervini ha rivolto un pensiero esprimendo la vicinanza della comunità. Il discorso si chiude definendo la proclamazione come l’avvio di “una nuova stagione amministrativa” orientata a rafforzare il rapporto tra istituzioni e cittadini. Una formula che, in attesa dei primi atti, resta per ora un’intenzione dichiarata.

























