“Sènde vu l’esse” era un modo per rimproverare senza fare male. Un’espressione che, più che sgridare, invitava il bambino a prendere esempio dai santi: persone buone, pazienti, educate, volenterose, disponibili… insomma, come si diceva a Molfetta, “tènghene tutte che loere”.
E per far capire ai bambini chi fossero davvero i santi, era usanza raccontare loro la vita e le opere di questi beati, perché da quelle storie potessero ricavare qualche esempio edificante.
Questa tradizione torna a vivere venerdì 28 agosto, alle ore 20.00, in Piazza Basilica, con l’appuntamento “Sènde vu l’esse” – I santi nella tradizione popolare molfettese, a cura di Pietro Capurso e con la partecipazione di Francesca De Stena. L’iniziativa è promossa dai Frati della Basilica.
Una serata per ascoltare, ricordare e comprendere quella spiritualità semplice e genuina che apparteneva ai nostri nonni e che, attraverso i loro racconti, diventava anche un modo per educare alla bontà , alla pazienza e al rispetto.
Perché, in fondo, “sènde vu l’esse” non era soltanto un rimprovero. Era un invito a diventare persone migliori.


























