Il crinale storico che la città di Molfetta si appresta a valicare nei prossimi mesi, configura i tratti di una vera e propria “Restaurazione”, intesa non come un mero ritorno anacronistico al passato, ma come ricostituzione di un ordine morale, civile e spirituale dopo un decennio di profondo sfilacciamento istituzionale. Come il Congresso di Vienna nel 1815 tentò di ricomporre i cocci di un’Europa sconvolta, così Molfetta si trova oggi dinanzi alla necessità di una restitutio ad integrum che coinvolge i due pilastri della sua identità: il Palazzo di Città e la Cattedra Episcopale. Il concetto di Restaurazione, se spogliato del suo rigore storico e contestualizzato a una città ferita, assume oggi per Molfetta il significato di un imperativo etico. Come avvenne allora, quando l’Europa cerc...
Accedi per leggere l'articolo completo.
Non hai un account? Sottoscrivi l'abbonamento.



























