Venerdì 23 gennaio alle ore 19 si terrà presso la Sala Finocchiaro, l’incontro intitolato “Respiro di pace”, . All’incontro prenderanno parte monsignor Francesco Moscone  arcivescovo di Manfredonia, Vito Micunco del Comitato per la pace terra di Bari e Pasquale de Candia segretario cittadino del Partito della Rifondazione Comunista.
Viviamo un momento storico cupo, una terza guerra mondiale a pezzi, come ripeteva Papa Francesco, in cui a farne le spese sono i popoli e il loro diritto di autodeterminazione. Emblematico è il dramma del popolo palestinese sottoposto a un genocidio sotto gli occhi del mondo, come atto finale di un processo di oppressione ed esplusione lungo 78 anni.
Mentre infiammano nuove guerre coloniali e l’imperialismo riacquista il linguaggio triviale della minaccia, l’Europa imbocca la strada del riarmo e della militarizzazione della società .
In questo contesto parlare di pace diventa un atto quasi sovversivo, un linguaggio estraneo alla comunicazione muscolare e bellicista che domina la comunicazione quotidiana. Un gesto necessario per costruire una contronarrazione capace di unire mondi all’apparenza distanti e che riesca a parlare alla vita concreta delle persone, che vedono sacrificati sull’altare del riarmo i propri diritti sociali, le risorse destinate a welfare, sanità , scuola.
Di tutto questo si parlerà nell’incontro di venerdì prossimo, la cittadinanza è invitata.
Viviamo un momento storico cupo, una terza guerra mondiale a pezzi, come ripeteva Papa Francesco, in cui a farne le spese sono i popoli e il loro diritto di autodeterminazione. Emblematico è il dramma del popolo palestinese sottoposto a un genocidio sotto gli occhi del mondo, come atto finale di un processo di oppressione ed esplusione lungo 78 anni.
Mentre infiammano nuove guerre coloniali e l’imperialismo riacquista il linguaggio triviale della minaccia, l’Europa imbocca la strada del riarmo e della militarizzazione della società .
In questo contesto parlare di pace diventa un atto quasi sovversivo, un linguaggio estraneo alla comunicazione muscolare e bellicista che domina la comunicazione quotidiana. Un gesto necessario per costruire una contronarrazione capace di unire mondi all’apparenza distanti e che riesca a parlare alla vita concreta delle persone, che vedono sacrificati sull’altare del riarmo i propri diritti sociali, le risorse destinate a welfare, sanità , scuola.
Di tutto questo si parlerà nell’incontro di venerdì prossimo, la cittadinanza è invitata.



























