C’è un filo conduttore che unisce, in questo scorcio di vita cittadina, eventi e avvenimenti a quell’ideale ma impervio stile di vita: la santità. E a ricamarne la trama sul telaio della nostra quotidianità è ancora oggi, dopo venticinque anni dalla sua prematura scomparsa, don Tonino Bello. Una santità, la sua, vissuta pienamente e coerentemente nella dimensione umana. Perché qui risiede la straordinarietà della sua azione e della sua parola, nella profonda umanità vissuta, testimoniata e, perfino, invocata: «Siate soprattutto uomini. Fino in fondo. Anzi fino in cima. Perché essere uomini fino in cima significa essere santi». Ma si fa presto a ricondurre entro i perimetri dei sentimenti e dei bisogni personali il concetto di santità, interpretandola secondo le esigenze della tradizione e ...
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