Questa è una storia vera di esuberanza giovanile che oggi si chiamerebbe “cittadinanza attiva”. Una protesta civile, nata da un disagio quotidiano, che portò un cambiamento reale. Il protagonista di allora un giovane Matteo d’Ingeo, insegnante di 33 anni, che viaggiava ogni giorno in treno per Bari. Era il 23 gennaio del 1990. Arrivavo nella stazione di Bari sempre 20 minuti prima per trovare posto sul treno locale, in partenza alle ore 12:00, che mi riportava a Molfetta. Come ogni martedì, nonostante l’arrivo in anticipo sui binari ovest dove il treno era già pronto, il posto a sedere era introvabile. Era diventata una consuetudine a cui noi pendolari eravamo abituati e quasi assuefatti. Ci si spingeva per entrare fino a quando lentamente, uno per uno, si provava a infilare parte del prop...
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