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Presenti, ma non pervenuti

In poche parole: bastava scegliere bene l'inquadratura

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Quella dell’8 settembre, festa patronale, sarebbe potuta restare una semplice fotogallery. E, invece, la pagina Facebook del Comune di Molfetta si è trasformata, suo malgrado, nel campo di battaglia di una piccola guerra di posizione combattuta non a colpi di mozioni, ma di commenti e di “mancano all’appello”.
Nel servizio fotografico curato verosimilmente dal nuovo social media manager, nominato recentemente dal sindaco Manuel Minervini, compaiono – in modo pressoché esclusivo – sindaco, assessori e consiglieri di maggioranza. Sotto il post si è materializzata, in brevissimo tempo, la reazione di alcuni consiglieri di opposizione che hanno letto nell’inquadratura non una scelta tecnica ma un “atto” politico.
Adamo Logrieco ha scelto la via del ringraziamento ironico per aver “censurato la presenza dell’intera opposizione nelle foto ufficiali”, trasformando una manifestazione istituzionale “in un atto di propaganda social per la maggioranza”. E ha aggiunto che la presenza dei consiglieri, di maggioranza come di opposizione, rappresenta l’intera cittadinanza molfettese.
Più istituzionale, ma non meno tagliente, Mariangela Azzollini. La pagina del Comune, ricorda, “non è la pagina della maggioranza né del Sindaco”, ma “deve rappresentare la città nella sua interezza”. Per Azzollini l’opposizione “non rappresenta se stessa”, ma migliaia di cittadini che hanno votato e la distinzione che propone è netta: le pagine politiche servono alla propaganda, quella del Comune all’informazione istituzionale.
A fornire i nomi mancanti dall’inquadratura ci ha pensato Giacomo Rossiello, che ha elencato, quasi come un appello di classe, i consiglieri di opposizione presenti ma assenti dalle foto: Azzollini, Logrieco, Lanza, Piergiovanni, Mastropasqua, lo stesso Rossiello, de Candia. E lo ha fatto pubblicando la foto che correda questa mia riflessione.
Chiude il coro dei commenti Robert Amato, ex presidente del consiglio comunale, che si chiede se la nuova comunicazione istituzionale abbia già capito che la campagna elettorale è finita. E definisce due “bucce di banana” l’enfasi sul ripristino delle aiuole di corso Umberto, presentato quasi come un evento inedito, e la nuova assenza fotografica dell’opposizione. Insomma, due “scivolate” che gli sembrano un cattivo inizio, forse da correggere con un po’ di formazione.
E allora tre osservazioni.
La prima. È lecito chiedersi se, più che di un torto subìto, qui si tratti delle prime prove tecniche di una campagna d’autunno alle porte. Le opposizioni scaldano i motori, e un post mal calibrato è un’ottima occasione per farlo senza sembrare che lo si stia facendo.
La seconda. E qui il beneficio del dubbio finisce. Al di là di ogni pregiudizio nei confronti del social media manager o di ogni sospetto di strumentalizzazione da parte delle opposizioni, resta un dato che nessuna malafede può contestare perché le foto dei consiglieri di opposizione, semplicemente, non ci sono. E questa non è un’interpretazione ma una evidenza. In poche parole: bastava scegliere bene l’inquadratura.
La terza è forse la più scomoda. È del tutto comprensibile che qualche ex assessore rimpianga la propria visibilità di un tempo. Ma il rimpianto che conta, quello vero, è un altro, ossia quello di farsi rimpiangere come amministratori. Su questo, come sempre, l’ultima parola non spetta a un social media manager. Spetta ai cittadini.

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