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Poltrone e dignità, gli artigiani dell’ambiguità

In poche parole: restate comodi!

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Dopo quasi due mesi, alla fine hanno detto da quale parte stanno. Scelta discutibile ma legittima. Legittima perché le poltrone dalle loro parti sono sempre comode, discutibile perché non conoscono – e purtroppo bisogna ammetterlo – la dignità per sé e non conoscono il rispetto per la città. L’ambiguità ha fatto tutto il resto.
Piergiovanni, Capurso, De Candia, Minuto, Roselli, Rossiello, Spadavecchia: un giorno la città inciderà i vostri nomi non sulla pietra dove amate farlo voi, ma sulla memoria delle future generazioni. Oggi, con la vostra decisione, avete ferito a morte Molfetta. L’avete ridicolizzata. L’avete presa per il culo con la vostra ipocrita nota stampa affermando che «con senso di responsabilitaÌ€ e rispetto per le istituzioni, continueremo a lavorare nell’unico interesse che ci guida, quello della cittaÌ€ di Molfetta». Lo sanno tutti i cittadini qual è il vostro rispetto, quello per la poltrona e non per le istituzioni. E lo sanno tutti come avete lavorato fino a oggi. Ecco, appunto, questo preoccupa loro: la volontà di continuare a lavorare. Forse per la Magistratura, non per la città.
In poche parole: restate comodi!

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