Piano di zona sociale: un monipolio da controllare!

Dopo il Consiglio Comunale ci troviamo a raccontare il Piano di Zona della socialità e, ancora una volta, la realtà “opaca” del sistema degli appalti ad esso connesso.
Ci chiediamo se sia possibile che sempre alle stesse società siano affidati, con gara pubblica, i servizi del Piano sociale di zona per un valore di 15 milioni di euro in un triennio. Senza parlare degli altri servizi del settore, sui quali racconteremo da chi vengono gestiti.
Riteniamo che sul ramo socialità vada fatta una seria riflessione su questi dati, che vanno affidati ai cittadini.
Da liberali siamo sempre più convinti che la più ampia concorrenza di mercato è fondamentale per contrastare ogni sorta di posizione dominante.
Il settore della socialità è un settore delicato e che dovrebbe essere vicino ai bisogni della gente, ma per molto tempo è restato privo di guida, con il Dirigente che è andato via per poi ritornare all’improvviso, senza alcuna spiegazione.
Un altro settore dove regna confusione.
L’impressione è che spesso si guardi molto all’aspetto gestionale dei servizi e meno agli scopi sociali sottesi agli stessi, e che la fuga dei dipendenti dal nostro Comune, dove evidentemente ravvisano criticità nel lavorarci serenamente, sia un fenomeno da approfondire politicamente.
Per il resto, l’Amministrazione dimentica gli adolescenti e gli immigrati residenti a Molfetta.
Per i giovani, il sistema di Porta Futuro non basta, sempre che funzioni! Manca una politica attiva per i giovani, gli adolescenti. Per evitare la microcriminalità del fenomeno “baby gang” è importante il sostegno delle agenzie di educazione e formazione attraverso le attività socio-culturali il cui scopo è aiutare i giovani ad avere atteggiamenti diversi e di rispetto nei confronti della società in cui vivono.
Per gli immigrati, Molfetta deve essere accogliente non solo l’8 Settembre ma ogni giorno ed anche per chi vive la città, riattivando lo Sportello Comunale istituzionale dedicato agli immigrati che vivono a Molfetta.
Abbiamo compreso che sugli Sprar gli interessi economici sono rilevanti, ma non si può pensare solo a quei servizi che sono fonte di business per gli operatori del settore.
La nostra preoccupazione sul Piano sociale di zona è legata alla sfiducia verso questa Amministrazione e alla solita gestione poco limpida delle risorse pubbliche.

Social

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