In questi giorni leggiamo – con rispetto ma anche con attenzione – i numerosi articoli che annunciano la nascita di nuove squadre molfettesi pronte a partecipare al prossimo campionato di Terza Categoria.
Se tutte confermeranno la loro iscrizione, saremo ben quattro squadre cittadine in Terza (Virtus ancora in dubbio tra Terza e Seconda), per un totale di sette realtà molfettesi impegnate nei campionati regionali dalla Promozione in giù.
Numeri importanti, che impongono una riflessione. Ma soprattutto una domanda: a chi stiamo parlando? Per chi stiamo facendo tutto questo?
Il progetto Next Gen nasce per i ragazzi. Punto.
Per tutti quei giovani che, terminato il percorso nel settore giovanile, non trovano spazio nel calcio che conta e non hanno possibilità – o volontà – di andare via da Molfetta. Ragazzi che vogliono semplicemente continuare a giocare, a divertirsi, a stare in un ambiente sano.
Non conosciamo le missioni delle altre squadre. La nostra è chiarissima. Siamo nati per dare una possibilità ai ragazzi. Senza pressioni, senza pretese, senza interessi di palcoscenico. E proprio per questo oggi diciamo qualcosa di semplice ma forte:
siamo disposti a fare un passo indietro. Per il bene comune. Per dare un senso al campionato. Per mettere davvero i ragazzi al centro.
Siamo disponibili a unire le forze con le altre realtà cittadine. Siamo pronti a lasciare ad altri la scelta dell’allenatore. A lasciare ad altri la gestione dirigenziale. A lasciare ad altri le decisioni organizzative. Quello che non possiamo e non vogliamo lasciare, però, è la nostra filosofia: i ragazzi devono giocare. I ragazzi devono essere protagonisti.
Siamo disponibili, da subito, a un incontro con le direzioni di Virtus, Real Molfetta e Fulgor Molfetta, per ragionare insieme su un’unica squadra cittadina per la Terza Categoria. Una squadra che non sia di bandiera, ma di cuore. Che non abbia un presidente da osannare, ma tanti ragazzi da far crescere. E perché no? Questo potrebbe essere solo il primo passo.
In un momento in cui il calcio cittadino vive divisioni, difficoltà e una frammentazione che non fa bene a nessuno, il nostro gesto può essere un segnale per immaginare, domani, una collaborazione più ampia.
Perché no? Perché non iniziare a pensare a un dialogo aperto anche con realtà come Molfetta Sportiva, Borgorosso e Molfetta Calcio? Non per creare alleanze artificiali. Ma per capire se è ancora possibile fare calcio insieme, con coraggio e visione. Un passo indietro per il calcio. Un passo avanti per i ragazzi.

























