Nel 1582, quando l’Italia Meridionale era sotto la sovranità di Filippo II di Spagna, viceré Pedro Téllez Girón duca de Osuna, l’eminente tipografo veneziano Aldo Manuzio detto “il Giovane”, nipote ed erede dell’omonimo e più celebre fondatore della rinomata stamperia, attiva già dalla fine del ’400, richiese all’Università (ossia al Comune) di Molfetta un «giusto disegno della città» e notizie di «tutte le cose notabili», da inserire in un «gran lavoro» editoriale sulla Penisola italiana. L’incarico venne affidato a Giuseppe Marinelli, giureconsulto molfettese eletto decurione nel 1581. Della sua vita si conosce poco; il suo scritto più noto è “Presa e Sacco della città di Molfetta nell’anno del Signore 1529”. Il Marinelli redasse la relazione «in forma di epistola», perché potesse perven...
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