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Cronaca

Metropolis: il suo destino è legato all’esito della competizione regionale?

Riflessioni a margine della vicenda che vede "protagonista" il grande Consorzio

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Nel numero di novembre 2024 del mensile cartaceo, l’articolo “Il Consorzio Metropolis a rischio chiusura?” riportava l’avvio di un procedimento amministrativo avviato dalla Dirigenza del Dipartimento Promozione della Salute della Regione Puglia nei confronti del Consorzio Metropolis.
L’avvio del procedimento era stato comunicato al rappresentante legale di Metropolis con una lunga lettera del 14.10.2024, in cui si elencavano gravi e plurime violazioni in materia di organizzazione dell’orario di lavoro del personale.
Le considerazioni degli Uffici Regionali portarono a ipotizzare l’incapacità di osservare gli standard quantitativi e qualitativi nell’erogazione dei servizi sanitari e socio-sanitari offerti, con gli effetti che tali criticità avrebbero prodotto sulla salute dei pazienti.
Dai giorni successivi alla contestazione degli addebiti, il Consorzio Metropolis ha cominciato a fornire giustificazioni in merito alle varie criticità riscontrate dalla Direzione Regionale e lo scambio di documentazioni è andato avanti fino a qualche mese fa.
Ma la Regione Puglia non è stata soddisfatta dalle giustificazioni fornite dal rappresentante legale Luigi Paparella e ha emesso, in data 10.11.2025, un nuovo e corposo provvedimento.
Nella lettera firmata dai dirigenti Mauro Nicastro ed Elena Memeo e dal capo dipartimento Vito Montanaro si prende atto dell’«atteggiamento collaborativo» del consorzio, tuttavia «permangono allo stato alcune significative carenze» e, soprattutto, proprio le assunzioni fatte da ottobre 2024 a maggio 2025 hanno confermato le contestazioni dell’ottobre 2024. Pertanto, entro 60 giorni, le oltre trenta strutture dislocate tra Molfetta, Barletta, Andria, Terlizzi, Bari, Putignano, Altamura, Manfredonia, Foggia, San Severo, Carovigno, Ginosa e Lecce dovranno ripristinare i requisiti di accreditamento, altrimenti rischieranno la chiusura.
Contestualmente dovranno anche restituire quanto hanno incassato in più dalle singole Asl per servizi che sono stati resi con meno unità di personale di quelle previste. E, allo stesso modo, le Asl dovranno applicare le sanzioni amministrative previste in questi casi. Senza contare che le mancanze di personale – scrive la Regione – sono state celate con «dichiarazioni inattendibili», cioè con auto-dichiarazioni false.
Quindi bisognerà attendere le controdeduzioni del Consorzio Metropolis per capire se la Regione Puglia tra 60 giorni metterà in atto quello che ha “minacciato” di fare.
L’anno scorso si accennava al silenzio della politica che aveva delegato, per il “lavoro sporco”, i dirigenti regionali. Tant’è che il Vice Presidente Raffaele Piemontese in un incontro urgente, tenutosi presso il Dipartimento Regionale della Salute col Direttore Vito Montanaro e i dirigenti del servizio Accreditamento delle Strutture Sanitarie, ci tenne a ribadire che: “L’avvio del procedimento di revoca degli accreditamenti era frutto di una valutazione tecnica e non di una scelta politica”.
Quella dichiarazione giungeva 48 ore prima che lo stesso Piemontese fosse incoronato da Emiliano a nuovo assessore regionale alla Sanità.
E sempre lui, l’assessore regionale alla Salute uscente, Raffaele Piemontese, candidato a Foggia nelle liste del Pd, qualche giorno fa era presente ad un incontro elettorale a Foggia all’interno di una comunità riabilitativa psichiatrica. All’incontro elettorale hanno partecipato Luigi Paparella e i dipendenti di una struttura della grande famiglia di Metropolis.
Cosa c’è dietro l’apparente normalità di questo incontro elettorale, all’interno di una struttura sanitaria? Sicuramente inopportuna, ma allo stesso tempo interessante. Un ex assessore candidato siede accanto a chi ha ricevuto un ultimatum, dai dirigenti dello stesso ufficio dell’ex assessore, per regolarizzare le proprie strutture sanitarie, pena la loro chiusura.
Non si fa attendere la replica di Luigi Paparella alle ultime notizie di stampa. Minimizza sul provvedimento della Regione, tranquillizzando tutti dicendo che le problematiche contestate al consorzio Metropolis, nel 2024, sono state quasi del tutto superate. Rimangono quindi solo poche criticità che sono in via di superamento. Però non entra nel merito delle nuove contestazioni.
Riguardo ai rapporti con esponenti politici emersi negli ultimi giorni di campagna elettorale, dice Paparella, proprio il provvedimento adottato dalla Regione nel 2024 rende evidente che “al Gruppo Metropolis non è stato mai riservato alcun trattamento di favore. È indubbio che una realtà leader come la nostra vanti rapporti di stima con le istituzioni, il territorio e la buona politica”.
Ed è proprio sui rapporti con la “buona politica” che nasce qualche ragionevole dubbio: ad un qualsiasi cittadino attento non può sfuggire la coincidenza di eventi politici locali che si intersecano con la vicenda Metropolis; la politica regionale che si insinua in quella molfettese all’interno di una campagna elettorale anomala, mai vista prima; una destra e una sinistra che si abbracciano fino a far perdere traccia delle proprie identità, se mai ce ne fossero; il trasformismo viene denunciato con dichiarazioni di facciata, ma nello stesso tempo viene accolto come male minore, sempre issando la bandiera della pace e guardando a un futuro prossimo che metterà tutte le cose al loro posto.
Gli interessi in gioco sono tanti e, come in una storia fantastica, potrebbero esserci come protagonisti da una parte un potere politico che usa un possibile ricatto istituzionale strisciante in cambio di consenso elettorale, e dall’altra dei consiglieri comunali che si immolano per salvare se stessi e le loro famiglie. Si tenga conto che tra i consiglieri di maggioranza che hanno firmato le dimissioni ce ne sono due che hanno interessi diretti e indiretti all’interno della sfera di Metropolis.
Al di là della fantasia, rimane la squallida realtà cittadina che ci accompagnerà fino all’esito di questa campagna elettorale regionale e anche oltre. Le vicende del Consorzio Metropolis non sono state minimamente sfiorate negli interventi politici dei candidati di sinistra impegnati nell’ambito sanitario. Quelli di destra non stanno mostrando le loro proposte di candidati al consiglio regionale. Le liste civiche dei trasformisti della politica agiscono sotto copertura in cerca di posti di potere, candidature e salvacondotti di ogni sorta. In questo scenario desolante che fa crescere la disaffezione alla politica, con percentuali sempre più alte di astensionismo, è auspicabile almeno che gli organi inquirenti aprano un fascicolo d’indagine unico che metta insieme la vicenda del Consorzio Metropolis, lo scioglimento del Consiglio comunale di Molfetta con le dimissioni di 13 consiglieri comunali e le elezioni regionali.
L’Antimafia barese, che ci ha fatto conoscere le inchieste sul voto di scambio politico-mafioso, dovrebbe estendere le indagini anche ad altri tipi di voto di scambio elettorale istituzionalizzati.

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