Curata da Gianni Amato (per il testo e le fotografie) e da Lazzaro La Forgia (per la ricerca iconografica), è stata pubblicata una raccolta delle immaginette devozionali raffiguranti la Vergine Addolorata e La Pietà. Promossa dall’Arciconfraternita della Madonna del Pianto sotto il titolo della Morte dal Sacco Nero, la pubblicazione è stata distribuita ai confratelli nel giorno di Pasqua.
A seguire, il testo di don Pinuccio Magarelli (Assistente Spirituale dell’Arciconfraternita della Morte) che introduce il lavoro di Amato e La Forgia
Un volto rivolto
“Non i segni del potere ma il potere dei segni”
È una forte espressione pronunciata dal Venerabile don Tonino Bello. L’annuncio cristiano è efficace quando è accompagnato dal vissuto. Ogni cristiano diventa segno di Cristo, nella aderenza della vita al Vangelo, nell’esperienza della povertà e del servizio, nella sofferenza. Sono segno e testimonianza anche le semplici e genuine manifestazioni di fede legate alla pietà popolare. È in quest’ottica che si inserisce il certosino lavoro di Gianni Amato e Lazzaro La Forgia “Mater dolorosa”.
Un raccolta di immaginette mariane che racconta la storia di duecento anni (1825-2025) delle statue della Addolorata e della Pietà, venerate nella Chiesa S. Maria degli afflitti, Purgatorio.
Raccolta che racconta la storia delle Amministrazioni che si sono succedute alla guida dell’Arciconfraternita della Madonna del Pianto (della Morte), con i nomi degli amministratori, gli anni di servizio, la loro sensibilità e attenzione alla cura e alla bellezza delle immaginette. Raccolta che, in diverse espressioni e formati, presenta il volto “rivolto” della Vergine, vicino alla Croce di suo Figlio.
“Stabat”, “stavano presso la croce di Gesù sua Madre…”. Il volto è quello soffrente di una mamma che, impotente, assiste alle sofferenze e alla morte di suo Figlio. Ma è un volto rivolto: a Dio Padre di cui accetta la volontà, “Fiat”; al Figlio, con cui condivide le sofferenze redentrici, e ne diventa la corredentrice; a noi, suoi figli, affidati a lei da Gesù, “Madre, ecco tuo figlio”.
La bella raccolta delle immagini sacre, oggi, consegnata a noi, oltre a costituire “un viaggio nel tempo”, ci aiuta a riflettere, a custodire il messaggio che trasmette e ci invita alla preghiera.


























