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L’uovo di Mastropasqua e le vecchie sorprese

In poche parole: non solo non è cambiato nulla, ma si rischia persino di rimpiangere Tommaso Minervini

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C’è chi si aspettava una rinascita, un cambio di passo, una rottura netta col passato. E, invece, dall’uovo di Mastropasqua stanno per uscire sorprese già viste: assessori, consiglieri, volti e voci che appartenevano alla stagione di Tommaso Minervini. Insomma, una rimpatriata travestita da rivoluzione.
Mastropasqua, da qualche anno a questa parte, ha parlato di discontinuità, di aria nuova, di rinnovamento. Ma, alla prova dei fatti, quello che si sta aprendo davanti agli occhi dei cittadini appare come un déjà-vu, la medesima compagnia di giro amministrativa, solo con una nuova persona in cabina di regia. L’attesa di ritrovarci di fronte alla “nuova” amministrazione svela in realtà un paradosso sottile, è cambiata la facciata ma non i probabili inquilini del palazzo. Manca soltanto il Sindaco di prima, Tommaso Minervini, e il cerchio sarebbe completo.
Mastropasqua, che molti avevano visto come il rottamatore del vecchio corso, si presenta oggi più come un appassionato di bricolage politico, intenzionato a sistemare pezzi smontati per riproporli in nuove combinazioni. Ma la logica resta la stessa, ossia quella della sopravvivenza del gruppo, dell’accordo tra vecchi attori, del compromesso permanente. Il risultato è un’operazione di restyling più che di rifondazione.
E allora, dopo tanto parlare di cambiamento, resta una sensazione amara e un sospetto. Non solo non è cambiato nulla, ma si rischia persino di rimpiangere la guida di Tommaso Minervini, un sindaco che, pur con tutti i suoi limiti, sapeva almeno tenere insieme i pezzi con una maestrìa politica che oggi sembra assente. La nuova stagione amministrativa, annunciata come un’inversione di rotta, rischia adesso di diventare una replica stanca, un ritorno al già noto.
Molfetta, ancora una volta, si ritrova a guardare lo stesso film, con il titolo cambiato ma la trama invariata. E in platea i cittadini, spettatori, si chiedono se prima o poi arriverà davvero un finale diverso.

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