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“Luci Diffuse”, il Comune apre ai progetti culturali dell’estate

45mila euro di contributi e due incarichi diretti per animare piazze, vicoli e periferie fino al 15 ottobre: scadenza il 27 luglio

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Nel testo dell’Avviso Pubblico pubblicato il 17 luglio dal Settore Bilancio, Patrimonio, Partecipate e Servizi Istituzionali, è stato inserito un termine che spiega l’intenzione dell’Amministrazione: “propedeutica”. La rigenerazione urbana diffusa che il Comune di Molfetta intende avviare con il programma “Luci Diffuse” non si propone di risolvere nulla. Si propone di far conoscere, di riattivare temporaneamente, “in forma leggera e reversibile”, spazi residuali e sottoutilizzati della città, prima ancora di decidere cosa farne davvero.
È un’ammissione di metodo che vale la pena sottolineare, in un momento in cui la nuova giunta guidata dal sindaco Manuel Minervini muove i primi passi di programmazione culturale. Prima si prova, poi eventualmente si trasforma.
Il meccanismo prescelto è duplice. Da un lato un contributo economico a sportello, fino a 45mila euro complessivi, per sostenere proposte progettuali di musica, teatro, danza, letteratura, cabaret e ogni forma di performance artistica, da inserire nel calendario degli eventi tra il 1° agosto e il 15 ottobre. Dall’altro una “manifestazione di interesse” più stretta, riservata a due sole progettualità a tema, “Cinema all’aperto” e “Progetto Microeventi generativi” per le quali sono stanziati 23mila euro, ma accessibili solo a organismi già iscritti alle piattaforme MEPA e ANAC, acquisiti tramite Ordine Diretto di Acquisto senza gara formale.
È proprio nella seconda voce che si annida l’aspetto più interessante dell’avviso, quello meno burocratico. Il “Progetto Microeventi generativi” non è pensato per il centro storico né per le location già consacrate della città (il Sagrato della Madonna dei Martiri, la Banchina San Domenico, Piazza Municipio). È pensato per gli “angoli oscuri”, per gli spazi “caratterizzati da condizioni di disagio”: la Scalinata di via de Nicola, la piazzetta del Buon Pastore, Rione Paradiso e via Samarelli, Rione Faraone, Vico Garibaldi. Zone che raramente compaiono nei cartelloni degli eventi estivi, e che qui diventano, almeno sulla carta, il terreno privilegiato di un “presidio sociale” costruito attraverso l’arte.
La griglia di valutazione conferma la direzione. Fino a 15 punti su 100 per l’utilizzo di “luoghi rappresentativi di marginalità e da rigenerare”, altrettanti per le attività a carattere inclusivo. Pesano meno, in proporzione, il curriculum del proponente e persino la costituzione di una rete associativa. È una scelta di merito che vale di essere raccontata prima ancora che giudicata: la città prova a scommettere sulla periferia, non solo simbolicamente.
Restano, come sempre, i vincoli. Le proposte dovranno indicare fin da subito nome e preventivo di artisti, compagnie o gruppi musicali coinvolti, pena l’esclusione automatica. Sono escluse le attività sportive, le sagre, i saggi di fine anno e, clausola non scontata, ogni iniziativa “organizzata o patrocinata da partiti politici o movimenti ad essi chiaramente riferibili”. Il termine per la presentazione delle domande, tramite PEC o consegna a mano al protocollo di via Martiri di via Fani, è fissato alle ore 12.00 del 27 luglio. Una finestra stretta, meno di due settimane dalla pubblicazione dell’avviso, che lascia poco margine a chi non avesse già un progetto pronto nel cassetto.
Resta da vedere se “Luci Diffuse” riuscirà a essere qualcosa di più di un titolo evocativo, se davvero, come promette il testo, costituirà la premessa “propedeutica alle scelte di rigenerazione permanente”, o se resterà, come spesso accade a questo genere di iniziative, un lampo d’estate destinato a spegnersi il 16 ottobre.

Avviso pubblico

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