Dopo questo torrido weekend, i prossimi due appuntamenti politici, istituzionalmente rilevanti, saranno il 10 e il 14 luglio. Due convocazioni del Consiglio Comunale molto importanti che, nonostante il caos giudiziario che imperversa in città da oltre due mesi, probabilmente non cambieranno nulla. La convocazione del 10 luglio prevede la discussione e l’approvazione di provvedimenti riguardanti variazioni e assestamenti del bilancio di previsione 2025/27, oltre al riconoscimento di debiti fuori bilancio derivanti da sentenze di condanna dell’Ente. Non meno importante è l’approvazione della nota di aggiornamento al Documento Unico di Programmazione (DUP 2025/2027).
La convocazione del consiglio del 14 luglio prevede invece un solo punto all’ordine del giorno, la “Mozione di sfiducia ai sensi dell’art. 52 del TUEL e dell’art. 42 dello Statuto”, firmata da tutti i consiglieri comunali di opposizione in data 13 giugno 2025.
Dopo le due convocazioni, i consiglieri comunali di opposizione (D’Amato, Domenico Gagliardi, Annamaria Gagliardi, Spaccavento, Infante, Azzollini) hanno protestato e chiesto al Presidente del Consiglio Comunale una conferenza straordinaria dei capigruppo, per anticipare al 10 luglio il dibattito sulla sfiducia.
Al di là di ciò che si deciderà, non credo sia importante quale consiglio comunale venga trattato per primo. Dico questo perché sia la mozione di sfiducia, sia l’approvazione di importanti provvedimenti amministrativi, presuppongono la necessità di una maggioranza numerica. Se Tommaso Minervini non si dimette, e con lui la giunta, possono andare ancora avanti fino allo stremo delle forze e finché riusciranno a sistemare i propri interessi prima di essere defenestrati. Quindi, il vero nodo del dibattito è nei numeri, e se i numeri sono già nel mercato dei ricatti all’interno della maggioranza per ottenere ancora qualche prebenda.
Questa maggioranza ha ancora i numeri per governare? Se i numeri ci sono, la mozione di sfiducia non passerà, le variazioni di bilancio saranno approvate e tutto sarà rinviato al prossimo tintinnio di manette. È brutto dirlo, ma l’opposizione si muove solo quando entra in scena la Procura.
È irrilevante che il consiglio del 10 luglio si tenga prima del dibattito sulla mozione di sfiducia. Invece è rilevante che l’opposizione non esca dall’aula, come ha fatto nel consiglio del 14 maggio scorso, un gravissimo errore politico.
All’ordine del giorno del 10 luglio, tra le altre cose da approvare, c’è il Documento Unico di Programmazione (DUP 2025/2027), 340 pagine in cui è raccolta la vita amministrativa del Comune di Molfetta. Un’opposizione seria, operativa, e preparata, potrebbe mettere in difficoltà questa maggioranza semplicemente ponendo domande e chiedendo spiegazioni su quanto riportato nel DUP. E nessuno potrà più nascondersi dietro l’alibi, ormai ricorrente nei comunicati e nelle dichiarazioni dell’opposizione, secondo cui “noi non entriamo nel merito delle indagini”.
Bene, non entrate nel merito delle indagini, ma discutete in consiglio comunale gli argomenti su cui sta lavorando la magistratura, e molti altri ancora. L’opposizione ha il dovere di farlo. Ma, ahimè, questa è la vera nota dolente. È molto più facile e sbrigativo sfornare inutili comunicati stampa e stare tutto il giorno su Facebook, piuttosto che studiare gli atti amministrativi e padroneggiarne i contenuti per confrontarsi alla pari, in consiglio comunale, con la struttura amministrativa e politica della maggioranza.
Per essere concreto, farò degli esempi, tralasciando argomenti delicati che riguardano pregiudicati, mogli di pregiudicati, ecc., perché ho visto che non sono alla portata dell’opposizione. Il DUP parla dell’organizzazione dell’ente comunale e delle risorse umane che realizzano l’attività programmatica dell’amministrazione.
A tal proposito, nascono spontanee alcune domande. Nel DUP, l’organizzazione dell’ente è affidata a soli tre dirigenti, invece che a sei. Come mai si è arrivati a questo punto? Che fine hanno fatto gli altri tre dirigenti? È possibile governare una città senza tre dirigenti e senza sindaco?
Quando si parla delle Società Partecipate, si potrebbe chiedere: come sono stati scelti i responsabili di queste società? Con quali titoli professionali e tecnici? E poi, se tra il personale ci sono parenti o figli di noti pregiudicati? Qual è stato il loro iter di assunzione?
Nell’elenco degli enti nazionali con quota associativa del Comune, compare “l’Associazione Nazionale Avviso Pubblico contro le mafie”. Il consigliere D’Amato, che nei giorni scorsi ha divulgato la notizia della sospensione del Comune di Molfetta dall’elenco dei comuni aderenti ad Avviso Pubblico, potrebbe chiedere conferma di tale provvedimento e le motivazioni. Allo stesso tempo, chiederei al Vice Sindaco quale attività abbia messo in campo, in questi anni, l’amministrazione comunale per raggiungere gli stessi obiettivi di Avviso Pubblico, ovvero combattere le mafie.
Nel piano di governo della città ci sono gli elenchi delle opere pubbliche in esecuzione, e su queste si potrebbe tenere un consiglio comunale tematico. Tra queste, c’è l’allestimento dell’area mercatale e delle zone circostanti. La domanda da porre al Vicesindaco, o al dirigente ad interim, sarebbe fin troppo semplice: quali sono i problemi in atto che bloccano i lavori?
E poi c’è la grande opera: a che punto sono la realizzazione dell’impianto fotovoltaico integrato nella pista ciclo-pedonale e nel centro servizi del porto commerciale?
La realizzazione della rotatoria – asta di collegamento SS 16 bis al nuovo porto commerciale – priorità n. 3? La realizzazione del centro servizi – priorità n. 4? Gli interventi di dragaggio dei fondali marini, la realizzazione della banchina sud-est – stralcio priorità n. 5? La realizzazione della zona franca doganale e dell’annesso centro servizi del porto di Molfetta? Quali sono i motivi per cui non si procede all’esame delle proposte giunte in seguito agli avvisi pubblici scaduti il 30 aprile scorso?
Soffermandosi su altre opere pubbliche: che fine ha fatto la riqualificazione dell’area a verde di “Piazza Alcide De Gasperi”? La realizzazione del teatro comunale è stata cancellata dall’elenco delle opere pubbliche?
Volendo rimanere sull’attualità, si potrebbe chiedere l’elenco delle proprietà comunali – case o locali – occupate abusivamente da cittadini non aventi diritto. Da quanto tempo sono occupate e cosa è stato fatto dall’amministrazione comunale per liberarle?
Partendo dalla lettura del Documento Unico di Programmazione, si potrebbe chiedere una relazione sull’attività dei Servizi Sociali, in particolare sull’informazione, formazione, orientamento e accompagnamento al lavoro del progetto “Porta Futuro”.
Questi sono solo una minima parte degli argomenti su cui interagire con la maggioranza di governo e con i tre dirigenti rimasti, che avranno difficoltà a rispondere su materie che non conoscono, poiché hanno assunto l’incarico ad interim solo da pochi giorni.
L’opposizione, volendo, potrebbe anche mettere in seria difficoltà una maggioranza allo sbando, costringendola alle dimissioni. Ma questo è un altro film.



























