Lo Spirito della Comunità

Sai qual è il primo dono che il Risorto ha fatto alla Chiesa nascente? È lo Spirito della pace. Dopo la risurrezione, quando Gesù appare ai suoi discepoli fa loro il regalo dello Spirito Santo che dona la pace. Nella seconda lettura san Giovanni ci dice che è lo Spirito che dà testimonianza, cioè è lo Spirito Santo che dona la forza di annunciare il Vangelo, che è sempre il Vangelo della pace perché questa non è una teoria o una filosofia, ma è una Persona, è Gesù Cristo. Senza questo dono non si è annunciatori. Senza la forza dello Spirito, non si annuncia. Senza la pace del cuore non si proclama. Senza il nome di Gesù non c’è annuncio che tenga. L’annuncio non è mai frutto dei propri sforzi umani, ma è l’effetto della grazia che scaturisce dall’accoglienza dello Spirito che noi cristiani abbiamo ricevuto il giorno del Battesimo.  Chi annuncia il Vangelo è chi fa l’esperienza di mettere il proprio dito nelle mani forate e nelle ferite sfiancanti di Gesù Risorto. È dall’esperienza del dolore, l’esperienza di ombra e di luce allo stesso tempo, che nasce la forza della vita; è dall’esperienza della sofferenza che fiorisce la speranza; è dall’esperienza del silenzio che prorompe l’urlo dell’amore; è dall’esperienza del buio che nasce il chiarore della luce. È dall’esperienza concreta di Cristo che puoi vivere pienamente la tua esistenza di credente.

Gesù ha chiesto a Tommaso di fare concretamente questa esperienza perché solo dopo avrebbe potuto sperimentare la bellezza della fede e da lì lasciarsi contagiare dallo Spirito che offre un nuovo impulso interiore per farsi annunciatore del Vangelo della risurrezione. È l’esperienza della misericordia! L’incontro con il Signore Risorto nelle carni del prossimo, soprattutto del prossimo anziano, ammalato, sofferente, disagiato, genera sempre la forza dell’annuncio. Ancora oggi, dunque, è possibile fare l’esperienza del Risorto andando incontro al prossimo perché la fede e l’annuncio si fondano sempre nella concretezza della tua storia, della storia di chi incontri, nella storia travagliata del mondo.

Il testo degli Atti degli Apostoli nella prima lettura ci dice che nessuno era bisognoso, poiché tutti condividevano, uno andava incontro all’altro, ci si sosteneva reciprocamente in ogni necessità umana e spirituale. Uno metteva il dito nel dolore dell’altro, ci si toccava a vicenda per lenirsi le ferite provocate da una qualsiasi povertà. E questo generava pace e permetteva di vivere il Vangelo della misericordia. Per la primitiva comunità cristiana la fede non era frutto di filosofie astratte, tradizioni da mantenere, pensieri da trasmettere, ma era generata dal profondo desiderio di stare insieme e condividere uno l’esistenza dell’altro. È lo stile della misericordia. È il metodo dell’annuncio evangelico.

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