Il 24 Aprile Molfetta si è svegliata con la notizia di una nuova indagine avviata dalla procura di Trani nei confronti del Sindaco, di dirigenti e funzionari comunali e di alcuni imprenditori, con oggetto l’attività amministrativa degli ultimi anni. Si tratta di un nuovo filone di un’inchiesta avviata nel 2021, i cui sviluppi restano al momento imprevedibili. Il nostro auspicio è che la magistratura possa svolgere il proprio lavoro con tempestività ed efficacia, evitando alla città un limbo inaccettabile e l’ombra pesante che grava sulla legittimità dell’operato dell’amministrazione comunale.
Come forze di opposizione progressista all’amministrazione di Tommaso Minervini, riteniamo che il nostro ruolo non sia entrare nel merito giudiziario dell’inchiesta – che spetta alla Magistratura – ma esprimere un giudizio politico, come abbiamo fatto in questi anni in consiglio comunale come in città ,su questa fase ormai al tramonto della storia cittadina
Ciò che torniamo a dire con forza è che la commistione tra interessi particolari e amministrazione pubblica non è il risultato di un’anomalia di sistema, ma è la naturale conseguenza di un progetto politico basato sulla scomparsa dei corpi intermedi e sul rapporto diretto tra Sindaco e singoli portatori di voti. Un sistema che si regge su liste civiche trasformiste e senza alcuna identità politica, portabandiera degli interessi economici di un blocco di potere che tiene sotto scacco Molfetta e in nome del quale vengono definite le priorità amministrative. È questo civismo amorale ad aver riaperto, in tutta la sua urgenza, la Questione Morale nel dibattito cittadino. Una questione che deve scuotere le coscienze e risvegliare Molfetta, ponendo le basi per la costruzione di una vera alternativa al malgoverno di questi anni. Un’alternativa che rimetta al centro l’interesse pubblico, i bisogni dei tanti, contro i privilegi di pochi. Un’alternativa che sia libera dalla logica della sommatoria dei pacchetti di voti ma che si fondi sulla partecipazione
Serve un moto di indignazione e di protesta che liberi la Città e che metta le basi per una nuova stagione.
Le nostre forze politiche e civiche, di sinistra e centro-sinistra, sono pronte a mettersi al servizio di questo processo, pur nella consapevolezza che da sole non saranno sufficienti. È fondamentale che tornino protagoniste le energie migliori della città : il volontariato, l’associazionismo, i giovani, i lavoratori dei saperi e tutte quelle cittadine e quei cittadini che si pongono in netta contrapposizione con un modo di fare politica che ha privilegiato gli interessi personali e l’opacità delle decisioni. Chi, fino ad oggi, è rimasto ai margini della vita pubblica, ma che oggi si trova chiamato in causa da questo terremoto giudiziario e dal fallimento amministrativo che é sotto gli occhi di tutti é necessario che contribuisca attivamente al cambiamento
Tutto questo in nome di un’idea di sviluppo condivisa che si fondi sul rispetto dell’ambiente e del territorio nella prospettiva del consumo di suolo zero, nel rilancio del commercio cittadino di prossimità , di politiche culturali che mettano al centro la crescita della nostra comunità , dello sviluppo dell’economia cittadina che metta al centro le lavoratrici e i lavoratori a partire dalle giovani generazioni e dalla loro valorizzazione, nello spirito di legalità e trasparenza
Qualora il GIP dovesse accogliere la richiesta di applicazione di misure cautelari formulata dalla Procura della Repubblica, riteniamo che le dimissioni del Sindaco rappresenterebbero un atto dovuto, poiché a una situazione già complessa sul piano politico si aggiungerebbe il peso di un’eventuale illegittimità amministrativa.
Tuttavia, al di là delle vicende giudiziarie, è evidente che l’attuale amministrazione ha evidenziato significative carenze nella gestione politico-amministrativa della città . La mancanza di una visione strategica condivisa, l’assenza di trasparenza in alcune procedure e la scarsa attenzione alle reali esigenze della comunità hanno alimentato un crescente senso di sfiducia tra i cittadini. Per questo motivo è necessario che il Sindaco e la sua maggioranza pongano fine con urgenza allo scempio amministrativo che sta caratterizzando la gestione della città , in cui numerosi appalti e opere pubbliche sono gravati da indagini della magistratura.
Molfetta si trova oggi a fare i conti con numerose criticità : un’espansione urbanistica priva di una visione integrata, che solleva enormi perplessità in merito alla sostenibilità ambientale e alla coerenza con le reali esigenze della città , la crisi del commercio locale, l’assenza di progettualità per lo sviluppo economico e culturale, e soprattutto l’enorme spreco di denaro pubblico per il grande progetto del porto commerciale, un’opera sulla quale, ad oggi, si conosce ben poco in termini di impatto e reali benefici per la città .
Riteniamo urgente avviare una nuova fase per Molfetta, fondata su trasparenza, partecipazione e una visione di sviluppo più sostenibile ed equilibrata. Da parte nostra, continueremo a impegnarci con determinazione per il bene della comunità .
Come forze di opposizione progressista all’amministrazione di Tommaso Minervini, riteniamo che il nostro ruolo non sia entrare nel merito giudiziario dell’inchiesta – che spetta alla Magistratura – ma esprimere un giudizio politico, come abbiamo fatto in questi anni in consiglio comunale come in città ,su questa fase ormai al tramonto della storia cittadina
Ciò che torniamo a dire con forza è che la commistione tra interessi particolari e amministrazione pubblica non è il risultato di un’anomalia di sistema, ma è la naturale conseguenza di un progetto politico basato sulla scomparsa dei corpi intermedi e sul rapporto diretto tra Sindaco e singoli portatori di voti. Un sistema che si regge su liste civiche trasformiste e senza alcuna identità politica, portabandiera degli interessi economici di un blocco di potere che tiene sotto scacco Molfetta e in nome del quale vengono definite le priorità amministrative. È questo civismo amorale ad aver riaperto, in tutta la sua urgenza, la Questione Morale nel dibattito cittadino. Una questione che deve scuotere le coscienze e risvegliare Molfetta, ponendo le basi per la costruzione di una vera alternativa al malgoverno di questi anni. Un’alternativa che rimetta al centro l’interesse pubblico, i bisogni dei tanti, contro i privilegi di pochi. Un’alternativa che sia libera dalla logica della sommatoria dei pacchetti di voti ma che si fondi sulla partecipazione
Serve un moto di indignazione e di protesta che liberi la Città e che metta le basi per una nuova stagione.
Le nostre forze politiche e civiche, di sinistra e centro-sinistra, sono pronte a mettersi al servizio di questo processo, pur nella consapevolezza che da sole non saranno sufficienti. È fondamentale che tornino protagoniste le energie migliori della città : il volontariato, l’associazionismo, i giovani, i lavoratori dei saperi e tutte quelle cittadine e quei cittadini che si pongono in netta contrapposizione con un modo di fare politica che ha privilegiato gli interessi personali e l’opacità delle decisioni. Chi, fino ad oggi, è rimasto ai margini della vita pubblica, ma che oggi si trova chiamato in causa da questo terremoto giudiziario e dal fallimento amministrativo che é sotto gli occhi di tutti é necessario che contribuisca attivamente al cambiamento
Tutto questo in nome di un’idea di sviluppo condivisa che si fondi sul rispetto dell’ambiente e del territorio nella prospettiva del consumo di suolo zero, nel rilancio del commercio cittadino di prossimità , di politiche culturali che mettano al centro la crescita della nostra comunità , dello sviluppo dell’economia cittadina che metta al centro le lavoratrici e i lavoratori a partire dalle giovani generazioni e dalla loro valorizzazione, nello spirito di legalità e trasparenza
Qualora il GIP dovesse accogliere la richiesta di applicazione di misure cautelari formulata dalla Procura della Repubblica, riteniamo che le dimissioni del Sindaco rappresenterebbero un atto dovuto, poiché a una situazione già complessa sul piano politico si aggiungerebbe il peso di un’eventuale illegittimità amministrativa.
Tuttavia, al di là delle vicende giudiziarie, è evidente che l’attuale amministrazione ha evidenziato significative carenze nella gestione politico-amministrativa della città . La mancanza di una visione strategica condivisa, l’assenza di trasparenza in alcune procedure e la scarsa attenzione alle reali esigenze della comunità hanno alimentato un crescente senso di sfiducia tra i cittadini. Per questo motivo è necessario che il Sindaco e la sua maggioranza pongano fine con urgenza allo scempio amministrativo che sta caratterizzando la gestione della città , in cui numerosi appalti e opere pubbliche sono gravati da indagini della magistratura.
Molfetta si trova oggi a fare i conti con numerose criticità : un’espansione urbanistica priva di una visione integrata, che solleva enormi perplessità in merito alla sostenibilità ambientale e alla coerenza con le reali esigenze della città , la crisi del commercio locale, l’assenza di progettualità per lo sviluppo economico e culturale, e soprattutto l’enorme spreco di denaro pubblico per il grande progetto del porto commerciale, un’opera sulla quale, ad oggi, si conosce ben poco in termini di impatto e reali benefici per la città .
Riteniamo urgente avviare una nuova fase per Molfetta, fondata su trasparenza, partecipazione e una visione di sviluppo più sostenibile ed equilibrata. Da parte nostra, continueremo a impegnarci con determinazione per il bene della comunità .
Alleanza Versi e Sinistra – Area Pubblica – L’Alternativa – PD – PSI – Rifondazione Comunista – Rinascere




























