In redazione arrivano, ogni tanto, testi che non chiedono nulla se non di essere letti. Questo, infatti, è uno di quelli. Ce lo ha inviato Dora Bellapianta, per raccontare suo padre Stefano, molfettese, nato nel 1921 e morto nel 1988, attraverso un insieme di tessere rilasciate dal 1946 in avanti, firmate da Pietro Nenni.
Non è la prima volta che questo giornale si occupa di memoria civica attraverso i suoi frammenti più piccoli. Una tessera di partito, in fondo, non è che un pezzo di carta. Ma è anche il modo in cui un’epoca intera, quella della ricostruzione, dei diritti dei lavoratori conquistati uno a uno, di un socialismo che a Molfetta aveva radici precise, si consegna a chi rimane.
Pubblichiamo il testo di Dora Bellapianta integralmente.
A mio padre Stefano
In questo agosto che sa di caldo, di sere lunghe e di memoria, tengo tra le mani le tessere rilasciate al mio caro papà Stefano Bellapianta (nato a Molfetta il 1° dicembre 1921, deceduto il 5 giugno 1988) a partire dal 1946, firmate da Pietro Nenni.
Oggi sono per me molto più di un semplice documento. Sono un frammento delle sue convinzioni e dei suoi ideali. Mio padre credeva nel valore del lavoro, nella dignità dei lavoratori e nella conquista dei loro diritti.
Nelle giornate d’agosto, quando tutto rallenta e il tempo sembra sospendersi, penso a quanto mi ha insegnato: impegno, onestà , rispetto per chi lavora. Conservare queste tessere significa custodire la memoria di un uomo che ha lasciato alla sua famiglia e ai suoi nipoti una testimonianza preziosa.
Papà , il tempo passa, ma il ricordo e gli ideali che hai portato avanti restano con me. Anche sotto il cielo d’agosto.
Grande papà .
Dora Bellapianta



























