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L’aula come casa di vetro: il discorso-programma di Siragusa

Il neoeletto presidente del consiglio comunale traccia la rotta del suo mandato: imparzialità sostanziale, dialogo con le minoranze, il ricordo di Nunzio Fiorentini

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Leonardo Siragusa, nel suo intervento davanti al consiglio comunale, ha consegnato all’aula un’immagine che difficilmente si dimentica: quella della “casa di vetro”.
“Questa aula deve essere una casa di vetro, dove ogni scelta sia comprensibile e accessibile a tutti i cittadini”, ha detto, fissando così il criterio con cui intende connotare il proprio operato e, implicitamente, quello dell’intera assise.
Siragusa arriva alla presidenza come espressione dichiarata di una parte politica precisa, e lo ammette senza reticenze. Ma è proprio da questa premessa che fa discendere l’impegno più incisivo del suo discorso: “Sarò il Presidente di tutti, perché credo che il valore di una democrazia si misuri non solo dalla forza della maggioranza, ma anche dalla dignità che viene riconosciuta alle minoranze nel dibattito”. Una frase che suona come una promessa, fatta tanto alla maggioranza che lo ha eletto quanto a chi, in aula, siede dai banchi opposti.
Il neopresidente insiste sulla distinzione fra passione politica e senso delle istituzioni, e affida a questa distinzione il compito di tenere insieme rigore procedurale e apertura al confronto. Il suo obiettivo dichiarato è una “democratica dialettica”, capace di garantire a ogni consigliere l’esercizio pieno delle proprie funzioni “nell’osservanza delle Leggi, dello Statuto e dei Regolamenti”.
C’è poi un passaggio che sposta il discorso dal tono istituzionale a quello della memoria civica cittadina. Siragusa ha voluto ricordare Nunzio Fiorentini, che fu presidente del consiglio durante la sindacatura di Guglielmo Minervini, sottolineando la “coincidenza carica di significato” di ritrovarsi oggi a ricoprire lo stesso incarico, nello stesso movimento, “Molfetta che Vogliamo”. Un richiamo che non è solo un omaggio personale, ma è anche un modo per iscrivere il proprio mandato in una continuità politica e generazionale che la città conosce bene, e che lega (non senza qualche eco simbolica) il nome Minervini di ieri a quello di oggi.
Sul piano dei problemi concreti, il neopresidente non si è sottratto. Ha riconosciuto che Molfetta attraversa “un momento difficile, soprattutto in merito alla sicurezza, alla pulizia e al decoro urbano”, impegnandosi a promuovere in aula “ogni dibattito necessario” perché l’amministrazione trovi soluzioni efficaci, “senza paura ma con determinazione”.
Il discorso si chiude su un registro programmatico che vale come dichiarazione d’intenti per l’intera consiliatura: “Il rigore, l’onestà e l’ascolto saranno le stelle polari del mio mandato. Non cercherò il consenso immediato, ma la coerenza e il rispetto delle regole”. Parole a cui Siragusa affianca un auspicio rivolto tanto alla giunta quanto ai dipendenti comunali, ossia di vivere il mandato, o il proprio ruolo, “come un momento di puro servizio”.
E lui che di case se ne intende, oggi affida alla comunità molfettese la casa di vetro alla prova dei fatti.

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