L’arte in prima pagina

È sotto gli occhi di tutti, purtroppo, l’involuzione inesorabile che sta attraversando il mondo dell’informazione e dell’editoria. Lo abbiamo più volte asserito in diverse circostanze, ma ormai questa regressione in termini d’impatto economico e culturale è percettibile sensibilmente a partire dal post pandemia. Tutto sta cambiando ai livelli dei cosiddetti massimi sistemi, ma la crisi della carta stampata, tuttavia, non può più risparmiarci il suo conto salato. Una crisi che possiamo datare pressoché a partire dal 2007, quando, per esempio, i quotidiani venduti in edicola erano letti dal 67% degli italiani. E oggi?
Quel 67% si è ridotto al 25%, e lasciamo immaginare cosa avverrà nei prossimi cinque anni (ma anche molto prima) e cosa sarà, per quello che ci riguarda, in ambito strettamente più locale l’informazione su carta stampata. A tutto questo dobbiamo necessariamente unire il discorso dell’aumento dei costi della materia prima che, accanto alla crescita paurosa dei prezzi dell’energia – imputabile soprattutto alla guerra in Ucraina – riduce in ginocchio la maggior parte di quotidiani e periodici che cedono la preferenza all’informazione online. È un dato di fatto, e lo dimostra ulteriormente anche l’aumento della spesa per l’acquisto di telefoni smartphone – dove di più l’informazione viaggia gratuitamente e la pubblicità a costi inferiori rispetto la carta stampata – e che negli ultimi due anni è cresciuta oltre il 570%.
Dunque, dobbiamo ammetterlo. Questa situazione di precarietà e d’incertezza sta mettendo a dura prova anche la nostra resistenza, e nonostante ancora il rispettabilissimo numero delle vendite e degli abbonati (ovviamente con un calo fisiologico del tutto prevedibile) facciamo fatica ad affrontare senza problemi i costi di stampa e di gestione della nostra rivista. Ma vogliamo continuare a restare al nostro posto, vogliamo continuare a onorare questa nostra storia che ha avuto inizio nel lontano 1985, e vogliamo farlo, nonostante le tante difficoltà che quotidianamente affrontiamo per fare quadrare i conti, nella massima libertà e autonomia finanziaria e senza dipendere da “qualcuno”. Perciò abbiamo deciso di fare, come si dice in gergo, di necessità virtù. Abbiamo pensato di allestire all’interno della sala più grande della nostra redazione (per l’occasione dedicheremo lo spazio al compianto fondatore e primo Direttore Antonio De Gioia) una mostra con vendita di tutte le opere fin qui collezionate, opere che ci sono state donate dai rispettivi artisti e che hanno impreziosito le copertine della nostra rivista in questi quasi quarant’anni di attività.
Certamente non saltiamo di gioia per questa soluzione, avremmo voluto continuare ad ammirarle sulle pareti delle nostre stanze, a guardarle, a farci ricondurre ai volti, ad ambientazioni cittadine, a storie, ad aneddoti. Ci consolerà l’idea, e lo crediamo veramente, che ogni pezzo di questa nostra collezione quando raggiungerà una nuova casa, un ufficio o un qualsiasi luogo possa portare con sé una porzione de L’altra Molfetta, uno scampolo di quei sentimenti che hanno animato con tanta generosità e abnegazione il nostro impegno e il nostro lavoro.
Una mostra con vendita, dunque, delle opere illustrate sulle copertine de L’altra Molfetta. E perciò avvertiamo la necessità, il dovere e il piacere di ringraziare il Prof. Gaetano Mongelli, per la supervisione del progetto e per la prolusione augurale che terrà domani 9 marzo alle ore 18.30 presso la sede della redazione in via Giovanni Panunzio 17. Inoltre, vogliamo ringraziare Giulio Giancaspro, artista e nostro collaboratore, per la realizzazione della copertina di questo mese e per l’allestimento della stessa mostra. Esprimiamo gratitudine all’agenzia OKO Media e a Sergio Annese per la realizzazione della campagna di comunicazione e promozione dell’evento.
Infine, cogliamo l’occasione per invitare i nostri lettori, gli abbonati e tutti i molfettesi a visitare le opere che saranno esposte e anche in vendita al pubblico dal 9 al 26 marzo, confidando soprattutto nella loro sensibilità per sostenere questo nostro progetto di autofinanziamento, finalizzato a voler scrivere ancora nuove pagine da conservare nel tempo di questa città.

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