L’arresto ai domiciliari di Tommaso Minervini, sindaco di Molfetta, è stato confermato. Ribadisco che è l’intera mia città a meritare questi domiciliari. A partire dai politici al governo che hanno offerto al sindaco il balcone per autocelebrare la sua fasulla vocazione salveminiana in cambio della tutela del loro malaffare.
A partire dall’opposizione che, frammentata, ha premiato il proprio narcisismo rispetto alla condivisione dell’urgenza di fronteggiare in modo efficace la diffusione nella città dell’astensionismo e dell’illegalità .
A partire dalla chiesa locale che non sempre ha educato i fedeli alla coscienza critica e all’impegno di realizzare non solo la giustizia e la legalità , ma anche la custodia morale ed etica del bene comune. I minimi e burocratici appelli di laici impegnati hanno ulteriormente messo in evidenza i nessi di causalità tra la mancanza di vigilanza dei vertici del polo religioso, lo scadimento del senso civico e i paludamenti del polo politico. Basta ricordare i continui applausi reciproci e speculari tra sindaco e vescovo durante le ricorrenze religiose e culminati nella ridicola vicenda della laurea honoris causa.
A partire da ognuno di noi che, uscendo dai domiciliari, torniamo veramente ad occupare gli spazi della cittadinanza.
A partire dall’opposizione che, frammentata, ha premiato il proprio narcisismo rispetto alla condivisione dell’urgenza di fronteggiare in modo efficace la diffusione nella città dell’astensionismo e dell’illegalità .
A partire dalla chiesa locale che non sempre ha educato i fedeli alla coscienza critica e all’impegno di realizzare non solo la giustizia e la legalità , ma anche la custodia morale ed etica del bene comune. I minimi e burocratici appelli di laici impegnati hanno ulteriormente messo in evidenza i nessi di causalità tra la mancanza di vigilanza dei vertici del polo religioso, lo scadimento del senso civico e i paludamenti del polo politico. Basta ricordare i continui applausi reciproci e speculari tra sindaco e vescovo durante le ricorrenze religiose e culminati nella ridicola vicenda della laurea honoris causa.
A partire da ognuno di noi che, uscendo dai domiciliari, torniamo veramente ad occupare gli spazi della cittadinanza.



























