L’antifascismo non si processa

L’Antifascismo non fa ancora parte della storia condivisa del nostro Paese. Infatti molti membri del nostro governo, nonostante abbiano giurato sulla Costituzione nata dalla Resistenza, faticano  a riconoscerne la storia partigiana. 

Un’ondata neo autoritaria, identitaria, fascista si sta abbattendo sull’Italia, sull’Europa e in tutto il Medio Oriente. Lo sa bene Ilaria Salis, sottoposta a  una pena detentiva disumana  e tutti gli altri compagni imputati nei processi in Ungheria.  Lo sanno bene  gli studenti e le studentesse che nella “democratica” Italia vengono manganellati con efferatezza solo perché hanno osato manifestare a favore della causa palestinese. I numerosi tentativi di emarginazione e criminalizzazione di ogni voce del dissenso ci raccontano di un clima inquietante di caccia alle streghe, al quale ci si sta adattando.

 Gli occupanti nazi-sionisti in Palestina, animati da un ideologia coloniale, razzista e segregazionista, stanno portando avanti indisturbati la pulizia etnica e il genocidio del popolo palestinese, con la complicità di Unione europea e Stati Uniti. L’allargamento del conflitto  sta rendendo sempre più concreto e reale l’incubo di una guerra  totale.

In questo contesto, il governo italiano ha sostituito l’articolo 11 della nostra Costituzione, in cui l’Italia si impegnava a ripudiare la  guerra come “strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”, con una politica bellicista che aumenta,vertiginosamente, la spesa per gli armamenti a scapito delle politiche sociali e impegna,concretamente,il nostro paese, in missioni di guerra utili a difendere lo status quo mediorientale; scuola e sanità in particolare, vengono sottoposte a vincoli pressanti e continui tagli lineari: le nostre vite stesse sono sotto attacco. 

Il fascismo di oggi è un discorso egemonico, culturalmente e socialmente accettato, a cui  l’Antifascismo deve opporsi con la costruzione di un movimento di opposizione politica di massa.  Il 25 aprile saremo in piazza per: il cessate il fuoco immediato e permanente in Palestina; il diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese; il ripristino e l’applicazione del diritto internazionale.

L’ANTIFASCISMO NON SI PROCESSA

COORDINAMENTO PER LA PALESTINA

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