Lama Martina resta chiusa al pubblico a tempo indeterminato. Il sindaco di Molfetta ha firmato un’ordinanza urgente che blocca tutti gli accessi all’area, ancora in vigore, in attesa della completa messa in sicurezza del sito. A pochi mesi da un’alluvione che ha destabilizzato il terreno e trascinato via detriti e passerelle in legno, l’11 luglio un vasto incendio ha devastato buona parte del polmone verde cittadino, minacciando le case vicine e distruggendo tratti di macchia mediterranea.
Due disastri opposti, acqua e fuoco, che secondo l’associazione R.A.D.I.C.I. Aps (Rete per Ambiente, Diritti, Inclusione, Cultura e Identità) non sono un caso isolato, ma la conseguenza di una gestione sbagliata durata circa un decennio. In quel periodo la Lama, spiega l’Associazione, è stata progressivamente trasformata in un “Parco” attrezzato per attività ricreative, con il patrocinio del Comune, snaturando la sua natura di area idrogeologica fragile da tutelare. A questo si aggiunge un progetto finanziato con 4 milioni di euro di fondi PNRR che, secondo R.A.D.I.C.I., ha assecondato questa impostazione anziché correggerla.
L’associazione ricorda di aver già segnalato le criticità lo scorso anno, insieme al Comitato di Quartiere e ad altre realtà ambientaliste e culturali, denunciando un uso poco appropriato dei fondi europei e l’assenza di un vero piano di protezione strutturale e conservazione naturalistica.
Dall’ultima assemblea cittadina di fine giugno sono emersi tre punti considerati prioritari: interventi di manutenzione nell’alveo della Lama a difesa idrogeologica del versante orientale della città; un controllo puntuale sui lavori finanziati con il PNRR, compresi gli impianti sportivi ancora previsti; e un Centro di Educazione Ambientale (CEAS), da realizzare in uno degli edifici restaurati, che dovrà restare aperto a tutte le associazioni del settore e non essere affidato in via esclusiva a una sola realtà.
Su queste basi R.A.D.I.C.I. Aps propone la costruzione di una rete tra associazioni e comitati cittadini, con l’obiettivo di mettere a disposizione del Comune competenze e sensibilità diverse per una gestione condivisa e più diffusa dell’area. L’Associazione invita infine i cittadini a sostenere la candidatura delle Lame di Puglia come “Luoghi del Cuore” del FAI, il Fondo per l’Ambiente Italiano, votando sul sito dell’organizzazione.



























