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La vittoria di Manuel con i roditori in fuga

Ora la città potrà non sentirsi sola

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“I roditori lasciano le abitazioni o si spostano rapidamente quando il loro habitat non è più sicuro… quando le loro fonti di cibo vengono meno”.
Così leggo in AI Overview e confermato dalle votazioni di questi giorni. Certo l’allegoria dei roditori in fuga è brutta, giacché si tratta di una città e delle persone che la abitano e meritano rispetto. L’articolo di ieri del direttore di questo giornale affronta proprio il fondo umano della vicenda elettorale, in particolare di Pietro Mastropasqua. Ma la rivolta avvenuta in città ha anche aspetti generali veramente problematici e disumani.
Si è capito subito al primo turno delle votazioni. Gli umani rosicanti erano già fuggiti da quando avevano finito il lavoro sporco e lasciato al nuovo sindaco una città trombizzata dalla speculazione edilizia, economia al collasso, delinquenza diffusa, malcostume politico, senso etico caduto. Al primo turno hanno dichiarato pubblicamente che a Molfetta non c’era più nulla da mangiare e null’altro da guadagnare. Per questo hanno trascurato il ballottaggio. Lo hanno confermato pure i capi famiglia dei roditori, ai quali non interessa più la cittadinanza molfettese, dato che ormai guadagnano in altri posti e consigli. In città sono rimasti in pochi, forse anche nascosti, compresi i poveracci abituati a scansare trappole e ad accontentarsi di residue briciole di cibo con qualche appaltetto. Scenario in cui è difficile gioire!
D’altronde, il successo di Manuel non indica una vittoria spensierata, perché egli rischia di restare solo, come solo la sua freschezza ha garantito il successo. Sarà senza funzionari e denari a sufficienza per restaurare una città ammalorata. Sarà solo alla ricerca di assessori fidati e capaci di garantire una gestione restauratrice. Sarà solo perché dovrà deludere molti di quelli che pensano ad una rinascita facile. Solo perché dovrà sopportare le supponenze di alcuni fiancheggiatori, senza dimenticare che nelle sue liste sono ben riconoscibili vecchi profittatori, quelli che hanno sfiancato il buon governo sin dai tempi di Guglielmo Minervini e di Paola Natalicchio. Ma sarà una solitudine accompagnata dalla fiducia buona e pulita dei cittadini.
Ma sarà una solitudine confortata da una vittoria senza se e senza ma. È stata potente la radicalità della volontà neoideologica dei giovani di non rinunciare a una ecologia della convivenza civile, del senso di sopravvivenza dei maturi, della ribellione contro la cappa bugiarda e asfissiante dei battiti morti per megalomania dell’ultima amministrazione. Vi hanno contribuito anche la convenienza e la coerenza di Logrieco e Azzollini.
Ora la città, che dovrà vivere un periodo non facile di transizione da un’economia di soprusi a un’economia di emergenza e sicurezza, potrà non sentirsi sola. E la vittoria elettorale diventerà solida per l’impegno di Manuel di chiamarla, di svegliarla, di tenerne alto l’ascolto, di raccontarle pubblicamente le difficoltà amministrative, non solo i successi.
La vera vittoria viene non per le ceneri del passato, ma per un futuro duro e completamente nuovo, come già annunciato.

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