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La solidarietà non basta, l’Amministrazione faccia di più

Ci vogliono atti concreti di vicinanza e protezione alla famiglia di Vincenzo

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La cronaca del dopo festa patronale è diventata un rito, al pari della festa stessa. Quest’anno non abbiamo notizia di blitz e sequestri agli abusivi di turno; non abbiamo avuto fermi per detenzione di armi da fuoco o scontri tra bande rivali, ma non è escluso che tutto questo ci fosse. Tutto è diventato secondario rispetto alle due notizie che hanno fatto il giro del web e sono state riprese dalla stampa regionale e locale. Ci riferiamo alla scazzottata tra due uomini che si insultano con parole pesanti proprio sulla barca che ospitava la Madonna dei Martiri, e la gomitata a un giovane musicista della banda intento a fare il suo dovere.
Sul primo episodio stanno lavorando i militari della Capitaneria di Porto, e non si conoscono molti dettagli; sul secondo probabilmente indagheranno i Carabinieri se la famiglia del musicista confermerà la volontà di sporgere denuncia per l’atto di violenza subìto, senza una logica e per pura esibizione di violenza.
Sui due episodi è intervenuto il “Clero cittadino” stigmatizzando gli episodi accaduti e ammettendo che da anni le nostre feste religiose si accompagnano purtroppo a episodi di delinquenza e comportamenti intollerabili, che rivelano un malessere sociale molto grave e che non può vederci spettatori inermi.
Però, nonostante la consapevolezza dei fatti, non si è minimamente parlato della necessità di rivedere l’organizzazione della Festa Patronale con nuove e rigide regole che tengano lontano la criminalità. Sul piano istituzionale si è fermati come al solito alla propaganda e alla solidarietà di facciata. Certo, la solidarietà espressa nei confronti del musicista aggredito, prima di tutto; ma la solidarietà in questo caso non basta. Ci vogliono atti concreti di vicinanza e protezione alla famiglia di Vincenzo che non va lasciata sola nella denuncia per l’aggressione subita.
L’amministrazione comunale, innanzitutto, dovrebbe anch’essa denunciare l’aggressore e poi costituirsi parte civile nell’eventuale procedimento penale chiedendo il risarcimento per i danni d’immagine che la città ancora una volta ha subito. Solo in questo modo, Vincenzo e la sua famiglia non si sentiranno soli in questa battaglia di civiltà.
Ma l’amministrazione può fare di più. Il sindaco f.f. Nicola Piergiovanni potrebbe chiedere al Presidente del Consiglio Comunale Robert Amato la convocazione urgente del “Comitato per il monitoraggio dei fenomeni delinquenziali”. Un organismo nato proprio per discutere dei fenomeni simili a quelli avvenuti durante la festa patronale, ma volutamente dimenticato. La presidenza Amato che ha reso inefficace il Comitato, con un atto d’orgoglio istituzionale, potrebbe convocarlo e dimostrarci che non ha timore di parlare di questi giovani delinquenti che vanno in giro per la città ad esercitare violenza gratuita. E chissà che durante i lavori del Comitato non vengano fuori i nomi dei protagonisti dei due episodi. Che ne pensa il sig. Amato?

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