Le nostre strade sono il risultato incontestabile di un’Amministrazione che nell’ultimo decennio ha preferito la narrazione alla sostanza. In questi giorni, un po’ ovunque in città, è in corso l’ennesima operazione di rattoppo. Il degrado urbano, in fondo, non è altro che lo specchio del degrado della nostra politica: quella del “fare”, ovviamente. Una gestione che per proclamare grandi cose e traguardi storici, ha finito col dimenticare i veri problemi dei cittadini, così che le ruote dei molfettesi continuano a impattare contro la realtà cruda di un asfalto che somiglia a un mosaico di emergenze. Intanto si interviene solo dove la buca diventa voragine; si stende un velo sottile di bitume per coprire il problema, sapendo che alla prima pioggia la ferita si riaprirà; si predilige consumare soldi ma senza risolvere il problema alla radice. Ma la radice del problema è proprio il legame profondo tra i crateri nelle strade e i vuoti dell’azione amministrativa.
In questo scenario, il prossimo Sindaco non dovrà semplicemente “vincere” le elezioni, ma dovrà letteralmente farsi “strada”. Dovrà avere il coraggio di abbandonare la logica dei rattoppi per iniziare a scavare a fondo, ripulendo la politica molfettese dalle incrostazioni di promesse non mantenute.
Molfetta non ha bisogno di altri rattoppi elettorali, ma di un progetto strutturale che permetta alla città di tornare a scorrere su “strade” uniforme e sicure.




























