Oggi è Pasquetta, e mai come stavolta somiglia all’ultimo giorno utile prima che la politica smetta di esitare e cominci a fare sul serio. L’ultima brace prima delle candidature ufficiali e l’ultimo bicchiere in compagnia prima di comunicati e dichiarazioni (caricate a salve). Insomma, una Pasquetta da ultimo giorno di vacanza, perché da domani non ci saranno più alibi. La campagna elettorale inizierà ufficialmente e con essa finirà anche la stagione dei mezzi passi, dei nomi fatti filtrare, delle disponibilità sussurrate, delle finte riflessioni tenute in caldo per convenienza. A oggi, nel campo delle certezze, c’è un solo nome: Manuel Minervini.
Ed è proprio questo il punto. Mentre uno è già uscito allo scoperto, gli altri continuano a muoversi dietro le quinte, come se il tempo della politica potesse essere piegato ai comodi di chi non ha ancora deciso se esserci davvero o se limitarsi a misurare l’aria. Ma le elezioni non aspettano i tentennamenti, e una città non può restare ostaggio di rinvii, ambiguità e tatticismi dell’ultima ora. Perciò, si godano pure questa Pasquetta, si godano la brace, perché da domani arriverà il momento dei nomi, delle facce, delle responsabilità . E allora non basterà più stare attorno alla griglia, perché di fumo i molfettesi ne hanno già visto abbastanza. Quella che la città aspetta, è l’ora della carne.



























