Una sala gremita e un entusiasmo palpabile hanno accompagnato il convegno “La cicoria puntarelle molfettese: una risorsa per la città. Tradizione, nutrizione, futuro”, svoltosi sabato 21 febbraio presso la sede della Società Operaia di Mutuo Soccorso.
L’iniziativa, inserita nella programmazione culturale e sociale della storica istituzione cittadina, è stata organizzata in collaborazione con l’Associazione per la Valorizzazione della Cicoria Puntarelle Molfettese, da anni impegnata nel percorso per il riconoscimento IGP.
Ad aprire i lavori è stato il presidente, dott. Pietro Centrone, che ha dichiarato:
«Valorizzare la cicoria puntarelle molfettese significa investire nella nostra identità, nella salute dei cittadini e nelle opportunità economiche del territorio. La Società Operaia continua a essere un luogo di confronto e crescita, dove tradizione e innovazione si incontrano per costruire futuro».
Dopo l’introduzione del professor Giacomo Giancaspro, sono intervenuti l’ing. Mauro Giuseppe de Ruvo, che ha illustrato il cammino verso l’IGP; l’agronomo Gianfranco Favuzzi, che ha approfondito i punti chiave del disciplinare; e la dott.ssa Giovanna Giallongo, che ha evidenziato le straordinarie proprietà nutrizionali della puntarella molfettese.
“L’Associazione – ha ricordato De Ruvo – agisce su tre fronti: Blindatura del Disciplinare: Ha scritto le regole dell’IGP per garantire che nessuno, fuori dall’area delimitata, possa usare il nome “Molfettese”; Custodi della Biodiversità: Vigila sul “Seme di Famiglia” affinché non si perda o si mescoli con varietà industriali. Ponte verso il Mercato trasformando l’ortaggio locale in un prodotto gourmet internazionale, dialogando con la grande distribuzione e l’alta ristorazione.
Non una semplice verdura, “La ricerca scientifica conferma oggi – ha precisato la dottoressa Giallongo – l’intuito dei nostri antenati: la Puntarella Molfettese è una vera e propria “farmacia naturale”, con una concentrazione di sostanze benefiche superiore alle comuni cicorie da taglio”.
Solo per citare alcuni esempi, la cicoria puntarelle molfettese contribuisce a alla Depurazione Naturale. L’amaro tipico è dato dalla cicorina, che agisce come un potenziatore (booster) per il fegato, stimolando la produzione di bile e facilitando la digestione. Consumarla significa regalare al corpo un trattamento detox naturale; è ricca di ’Inulina contro zuccheri e colesterolo: Questa fibra preziosa non viene digerita, ma nutre i batteri “buoni” dell’intestino. Agisce come una spugna intelligente che aiuta a tenere sotto controllo glicemia e colesterolo, proteggendo cuore e arterie; rappresenta uno scudo contro il tempo. Ricca di polifenoli e vitamine (A e C), la molfettese combatte l’invecchiamento cellulare e rinforza il sistema immunitario, rivelandosi un alleato prezioso soprattutto in inverno.
A chiudere l’incontro, l’intervento creativo del maestro pasticcere Franco Lanza, che dopo il successo del lievitato “PuntaStelle” ha presentato un innovativo biscotto alle puntarelle, senza zucchero e senza uova.
Se per decenni questo ortaggio è rimasto confinato nelle ricette tradizionali come “fave e cicorie”, oggi assistiamo a una rivoluzione nei consumi che ne esalta la versatilità:
- Il Crudo Gourmet: Protagonista in tartare di pesce o carpacci di carne, dove la sua acidità bilancia la grassezza delle materie prime.
- Cotture Flash: Passata velocemente in padella, mantiene il tipico crunch regalando una nota calda e avvolgente.
- Conserve di Lusso: Le versioni sott’olio di alta qualità permettono di gustare il sapore di Molfetta tutto l’anno.
- Ready to Eat: Il successo della IV gamma (prodotti già tagliati e pronti) rende l’eccellenza accessibile anche a chi ha poco tempo, eliminando la laboriosa preparazione domestica.
Un momento che ha unito sapere scientifico, identità culturale e sperimentazione gastronomica, suggellato dall’intervento di don Beppe De Ruvo, dalla consegna di un’opera del Maestro Michele Paloscia ai partecipanti e da una targa donata al presidente Centrone.
La cicoria puntarelle molfettese non è solo tradizione: è salute, economia, cultura. È il passato che dialoga con il futuro. Se la Cicoria Puntarella Molfettese ambisce oggi al prestigioso marchio IGP, lo deve sicuramente a un legame indissolubile tra l’ambiente e l’uomo.



























