Home Attualità Politica Impiantistica sportiva, Robert Amato attacca: “Si ritiri la delibera, mai ascoltate le realtà sportive del territorio”
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Impiantistica sportiva, Robert Amato attacca: “Si ritiri la delibera, mai ascoltate le realtà sportive del territorio”

L'ex presidente del Consiglio comunale, ora tra i banchi di Molfetta Popolare, boccia la delibera n. 1 del 7 luglio:

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Non si è fatta attendere la prima bordata dell’opposizione contro la nuova amministrazione comunale, e arriva su un terreno delicato come quello dello sport. Il consigliere Robert Amato, di Molfetta Popolare, ha diffuso un comunicato stampa in cui chiede il ritiro immediato della delibera numero 1 del 7 luglio 2026, dedicata a sport e impiantistica sportiva, definendola il frutto di un metodo che avrebbe escluso dal confronto le società e i gestori degli impianti del territorio.
Amato parte da una critica di metodo prima ancora che di merito. Nel suo comunicato, bolla come “vera propaganda su atti di ordinaria amministrazione, trasformati in atti straordinari lungimiranti” la comunicazione trionfalistica diffusa dalla maggioranza sui risultati del primo mese di governo cittadino, notando come allo sport sia stato riservato solo un trafiletto di soddisfazione a fronte di una materia che, a suo dire, avrebbe meritato ben altra attenzione.
Il nodo centrale del comunicato riguarda il metodo con cui la delibera è stata elaborata. Il consigliere rivendica di aver chiesto preventivamente all’assessore allo Sport di attuare dei tavoli d’ascolto con tutte le realtà sportive, le associazioni e i gestori delle attuali strutture, per costruire un quadro condiviso delle esigenze del territorio prima di intervenire. Una richiesta che, scrive, sarebbe rimasta lettera morta, tanto che numerose società e gestori si sarebbero rivolti a lui direttamente per segnalare le criticità del provvedimento.
Tra i punti più contestati, l’esclusione dal bando di due strutture strategiche: il palazzetto di via Craxi e la cittadella dello sport, impianti che secondo Robert Amato risultano ultimati ma privi delle agibilità necessarie per entrare in funzione. Dunque, impianti che potrebbero rappresentare, sono parole del consigliere, “un’ulteriore valore aggiunto per il tessuto sociale e per le realtà sportive molfettesi”, alcune delle quali costrette ad allenarsi fuori città pur mantenendo il proprio titolo sportivo a Molfetta.
Critiche anche sui tempi. La delibera prevede che le strutture vadano a bando entro il 31 dicembre 2026, ma per Amato questa scadenza rischia di produrre un effetto boomerang: subentrare a stagione sportiva già avviata risulterebbe difficile per qualsiasi nuovo gestore, vanificando di fatto la programmazione. Da qui la proposta, già avanzata in precedenza e rimasta inascoltata, di procedere subito e separatamente con i bandi più urgenti relativi al Paolo Poli e al Pala Poli.
Il consigliere solleva, infine, un ultimo rilievo, quello relativo alla struttura amministrativa che dovrà gestire la materia. L’Ufficio Sport, si legge nella delibera, sconterebbe una carenza di personale, ma delle tre unità attualmente in forza non sarebbero chiari i compiti assegnati, una zona grigia che, secondo Amato, rischia di riproporre le criticità già viste in passato nei controlli sugli impianti affidati in gestione.
Alla luce di queste osservazioni, Amato chiede formalmente il ritiro e l’annullamento della delibera, l’avvio di un percorso di ascolto reale delle realtà sportive e dei gestori, e solo successivamente l’elaborazione di un nuovo provvedimento più giusto, più equo e più funzionale. Il consigliere non esclude, se la situazione dovesse rimanere invariata, di presentare interrogazione scritta e orale in Consiglio comunale.

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