L’astensionismo ha dilagato, e Molfetta ha contribuito da protagonista facendo registrare oltre il 10% in meno rispetto alla tornata elettorale del 2020. Numeri piccoli e vergognosi che misurano il disagio politico di una città che sicuramente sta pagando la cattiva gestione amministrativa degli ultimi otto anni. Nemmeno i cinque candidati più rappresentativi sono riusciti a trainare un elettorato sempre più sfiduciato, anche se capace soltanto di alzare i toni di protesta attraverso i social ma disertando di fatto l’unico strumento democratico efficace per auspicare il cambiamento: il voto.
De Caro conferma le previsioni, pare abbastanza netto il divario con il suo principale competitor. Non ci resta che attendere i risultati che riguardano i nostri candidati al Consiglio regionale.



























