“Io non so a che vertigini d’estasi/ la tua mente in voli si perde/ quando dai vetri scruti/ nel tuo orto conchiuso/ e freme nelle foglie/ il respiro della terra/ o i fiori si schiudono/ in raggiere di letizia […]”. Da questi pochi versi tratti dalla poesia “Il senso delle cose” di Marco Ignazio de Santis (Libro mastro, Levante editori, Bari 1991), dedicata alla poetessa Ada De Judicibus, vorrei immergermi, con voi lettori, in una riflessione. Casualmente mi vien fatto di pensare a ciò che accade quando ci si perde nel turbamento della malinconia, quando la natura comunica la sua tensione effimera e andiamo ad esplorare quale valore reale e nascosto viva in un rituale che intreccia sensazioni e cultura: un Tè Letterario, ad esempio. Penso al momento in cui, sorseggiando un tè aromatico con...
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