Il seme che germoglia: la grandezza di Dio

Ciò che personalmente mi affascina di Dio è che la sua grandezza si condensa nella piccolezza. Paradosso dei paradossi! È proprio questo paradosso che cattura la mia attenzione, forse perché ne faccio esperienza nella mia stessa persona: io piccolo uomo, con mille e mille difetti, contengo nella mia persona la grandezza di Dio. Il mio sacerdozio non è fuori di me ma è in me, nella mia persona, nella mia pochezza, nella mia fragilità, nella mia misera umanità. Dio è quel seme sparso in me. Apparentemente un seme è insignificante, ma in potenza è un albero e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra
La pericope evangelica di questa domenica ci vuole spiegare la grandezza di Dio alludendo alla piccolezza del seme. Gesù paragona il regno di Dio, e quindi Dio stesso, offrendo l’immagine del seme, di un granello di senape. Non si serve di immagini grandiose, imperiali, sontuose. Ed è questo che crea scandalo tra i suoi interlocutori, i quali di Dio hanno un’idea piuttosto astratta. Quella del seme che germoglia e cresce è un’immagine più realistica, concreta, dinamica.  Il seme che germoglia non richiama la debolezza ma la forza della crescita. Il seme sparso nel terreno è più forte del terreno stesso perché fa forza alla crosta terreste e spunta i suoi germogli che resistono anche alle intemperie. 
La prima lettura del profeta Ezechiele ci ha introdotti nella liturgia della Parola proponendoci l’immagine del ramoscello che Dio pianta sulla montagna. Da quell’alberello verrà fuori il più grande albero che fa ombra e ripara chiunque. Dio per spiegarsi non utilizza immagini sfarzose, ma quella di un albero, di un seme, di un granello. La grandezza di Dio consiste nella piccolezza del seme. Dio non si spiega facendo leva su argomentazioni complesse ma sulla realtà di una vita che ogni giorno germoglia.
Quale idea hai di Dio? Quale concezione hai di lui? Come te lo immagini?
Tu sei quel seme sparso sul terreno del mondo. Tu sei quel granello di senape gettato nel campo del mondo. Tu sei quel ramoscello innestato nel mondo. Tu sei l’icona più reale di Dio, di un Dio che innesta la sua forza nella tua fragilità, la sua grandezza nella tua piccolezza, la sua divinità nella tua umanità. Fa fiorire nella tua vita il regno di Dio. Instaura con la tua umanità la bellezza del regno del Signore. Inaugura con la tua piccola fede un tempo di raccolta abbondante.

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