Il rapporto dei molfettesi con il Pulo è sentimentale, forse quasi affettivo. Al Pulo si andava a festeggiare San Leonardo e la Pasquetta, si facevano le passeggiate domenicali e le foto del matrimonio, si compravano le pellicce di volpe e si visitavano le grotte. Questo finché non si è scoperto che il Pulo non era solo un luogo del cuore, ma anche un sito di notevole interesse turistico e culturale, quando cioè si scoprì che in fondo alla dolina c’era una nitriera borbonica e che nella cosiddetta “stazione neolitica superiore” c’erano fondi di capanne e sepolture databili al Neolitico, oltre a resti di vasi e manufatti di pregevole fattura. Così il Pulo diventò – meritatamente – attrazione turistica. Fino a quel momento era stato, dunque, luogo di divertimento e di studio per appassionati...
Accedi per leggere l'articolo completo.
Non hai un account? Sottoscrivi l'abbonamento.


























