Home Attualità Editoriale Il primo giorno di scuola
Editoriale

Il primo giorno di scuola

In poche parole: l'entusiasmo corre più veloce dei fatti

1.1k

Il 9 luglio 2026 il nuovo Consiglio comunale di Molfetta si è insediato. Da qui in avanti, si dovrebbe scrivere di un nuovo corso politico. Ci proviamo, ma con la cautela di chi sa già come spesso va a finire questo genere di cronache.
Il primo vecchio guaio si è presentato puntuale. Chi sperava di seguire comodamente da casa i lavori della massima assise cittadina, ha ritrovato gli stessi problemi di sempre, quelli che sopravvivono a ogni cambio di amministrazione come se fossero patrimonio inalienabile dello stesso Comune, più stabili di qualsiasi maggioranza. Insomma, c’è una Molfetta digitale che ancora non esiste, e nessuno sembra avere fretta di costruirla.
Il secondo aspetto, più che un problema, è una impressione. Tra i banchi del nuovo Consiglio si respirava un’aria che definire entusiasmo sarebbe riduttivo, era più simile all’eccitazione del primo giorno di scuola. Consiglieri e assessori a fotografare il proprio ingresso in aula come si fotografa il primo banco in prima elementare, a immortalare il proprio intervento come fosse un tema letto ad alta voce davanti alla maestra. I profili social, personali e di partito, si sono riempiti in poche ore di sorrisi, strette di mano, sguardi fieri rivolti all’obiettivo. Tutto molto istituzionale, tutto molto composto, tutto un po’ troppo simile a una gita scolastica organizzata bene.
Sia chiaro, è comprensibile. Ci sta, il giorno dell’insediamento, l’emozione di chi arriva da una campagna elettorale lunga e se la gode. Il problema non è l’entusiasmo in sé, ma la sua distanza siderale dai fatti. Perché di concreto, a oggi, non c’è ancora nulla. Il tempo trascorso al lavoro vero e proprio si misura in ore, non in settimane. Prima di parlare di risultati bisognerebbe almeno arrivare a un primo bilancio, a una prima delibera, a un primo problema risolto e non solo raccontato sui social con il filtro giusto.
L’auspicio, allora, è semplice quanto scontato. Che l’entusiasmo del primo giorno lasci presto spazio ai piedi per terra, che le foto di rito si diradino a favore delle carte bollate e che il Consiglio finisca di somigliare a una classe in gita e cominci a somigliare a quello che è chiamato a essere un luogo di lavoro al servizio di una città che di selfie istituzionali, onestamente, ne ha già visti abbastanza.

articoli correlati

ASM, amministratori a costo zero? I cittadini chiedono servizi, non beneficenza

Il denaro pubblico risparmiato è sempre una buona notizia, strana da constatarla,...

Presenti, ma non pervenuti

Quella dell’8 settembre, festa patronale, sarebbe potuta restare una semplice fotogallery. E,...

L’esame di riparazione

Settembre è il mese in cui tutti quanti facciamo finta di ricominciare...

Il pluralismo si discute, non si insulta

A Molfetta è nato un quarto Comitato di Futuro Nazionale, inaugurato da...

WordPress Ads