Per scongiurare la minaccia invadente della chiesa bizantina nell’Italia meridionale e nella nostra regione, Papa Giovanni XIX, nel giugno 1025, elevò la sede di Bari ad arcivescovado in unione a quella di Canosa, includendovi 12 diocesi di vescovi dove tra queste figura Melfi (Molfetta). Per raggiungere un accordo fra i vescovi della Magna Grecia, allora sotto la giurisdizione del patriarcato di Bisanzio, e quelli della chiesa latina, il benedettino Elia, arcivescovo di Bari e di Canosa, nella prima settimana di ottobre del 1098, con l’autorità di Papa Urbano II, convocò a Bari un Concilio con la partecipazione di 185 vescovi, tra cui S. Anselmo, vescovo di Canterbury e il vescovo di Molfetta, Ursone. Dal punto di vista artistico la caduta dell’Impero Romano d’Occidente segnò il declino d...
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