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Il pilota molfettese Gabriele Foglia nella Scuderia Ferrari

L'intervista pubblicata nel numero di Dicembre 2024

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Gabriele Foglia, il pilota della Seat-Leon già noto al pubblico molfettese, passa in questa stagione nella scuderia Ferrari.
Lo vedremo gareggiare, infatti, sulla pista di Vallelunga già da venerdì prossimo nelle prove libere, successivamente nelle qualifiche (9-9.40) nella giornata di sabato. Domenica, invece, nelle gare 1 e 2. Tutto il programma elencato potrà essere seguito su RAI SPORT.
A seguire, l’intervista a Gabriele Foglia pubblicata nel numero di Dicembre 2024.

Il panorama motoristico nazionale ha annoverato, nel Campionato di Automobilismo TCR DSG 2024, il concittadino Gabriele Foglia, esperto pilota anche di Lamborghini SuperTrofeo, che in redazione ha descritto i vari aspetti della sua specialità, la Velocità in circuito, un “mondo” pieno sia di fascino sia di pericolo.
Nel cuore di questo ragazzo c’è la passione per questa disciplina, molto seguita nelle disparate categorie, in onda sia su TV sia su YouTube. Uno sport che ha bisogno di finanziamenti cospicui, soprattutto per la scalata verso campionati più blasonati, nel suo caso il GT World Challenge.

Gabriele, raccontaci un po’ di te. Quando nasce questa passione per i motori? Lo sport che pratichi come si definisce?
Lo sport si definisce Automobilismo oppure Velocità in circuito. È una categoria molto particolare.
Si differenzia, ovviamente, dalla Formula 1, dal Rally. Che altre categorie ci sono?
Sì, ci sono tantissime altre categorie: Rally, Drift, la Formula 1, le gare anche su strada. Ci sono tantissime categorie. Questa, invece, si chiama Velocità in circuito.
Come ti sei avvicinato a questa disciplina sportiva?
A questa disciplina mi sono avvicinato iniziando dai Kart, che è stata la prima mossa che ho fatto, a circa 14 anni.
Come nasce la passione per le auto?
La passione per l’auto nasce sin da quando ero piccolo, quando sono salito sui Kart.
Al Kartodromo di Bitonto?
No, a Margherita di Savoia c’è un Kartodromo. Ho sempre avuto la passione per le auto, mi sono sempre informato su Internet, su YouTube, e successivamente anche con i videogiochi, qualcosina sui primi simulatori. Ho avuto il primo volante, e da lì poi, una volta che sono andato al Kartodromo VE.BE.KART di Margherita Di Savoia, dove c’era il mio coach Benny Strignano che corre adesso nell’Europeo Lamborghini, il mio percorso è iniziato con lui.
Quindi a Margherita sei salito per la prima volta sul Kart?
Sì.
Il Kart è un po’ come la macchina da scontro delle giostre?
È un po’ più complicato. Ho iniziato prima con i Kart a noleggio e poi con i Kart da competizione “KZ”, dopo circa tre mesi, che sono molto più veloci. Poi da lì le cose si sono evolute, ho girato circa un paio di anni a Margherita, nei quali c’è stato anche il Covid di mezzo, quello mi ha un po’ impedito perché sono stato circa tre mesi in cui non potevo fare nulla. Poi, una volta finito il Covid, c’era l’idea di fare un campionato.
Là non c’è una competizione? Cioè fai solo l’allenamento?
Sì, solo l’allenamento, a Margherita Di Savoia non ci sono competizioni. Ci siamo trasferiti a Fasano e lì c’era un team disposto ad assistermi. Purtroppo la cultura dell’auto in Puglia è solo nella Puglia del sud: Fasano, Lecce. La maggior parte dei circuiti sono tutti là. Il Kart l’ho usato sempre come un modo per poi passare all’auto, perché la mia intenzione è sempre stata quella, per quanto mi possa piacere, mi piaccia tuttora il Kart, però la mia passione principale, il mio obiettivo è correre in auto. Da lì ho iniziato, a circa 16 anni, a fare la mia prima gara in Kart nel campionato regionale, sempre con il Kart da competizione a marce, e per poco non ho vinto quel campionato perché ho avuto una marea di sfortune.
Quante gare ci sono in quel campionato?
Sono di solito sette gare.
Quanti piloti ci sono?
Nel 2022 eravamo più di venti piloti. Eravamo tanti.
Esiste un team?
Sì, facevo parte di un team. Puoi anche amministrarti da solo, fare tutto da solo, però io, sinceramente, per quanta competenza a livello tecnico possa avere, preferisco avere un team che mi possa assistere e rendere competitivo al massimo.
Quindi attualmente sei in una scuderia?
Sì, c’è sempre un team che mi segue. Nel 2023 ho debuttato nella classe regina dei Kart, sempre a livello regionale. Poi c’è stato il passaggio al team che si chiama Cecere Racing di un mio caro amico, Giovanni Cecere, nonché compagno di squadra, che si è aperto proprio in quell’anno, e lì abbiamo fatto veramente ottimi risultati, siamo arrivati all’ultima gara a giocarci il campionato KZ2 Under 18. Ho chiuso secondo in campionato, però sempre con un crescendo.
Quanti piloti ci sono nella tua squadra, nel tuo team?
Proprio perché si è aperto nel 2023 in realtà abbiamo corso in quattro. Anche il team manager stesso correva.
Stiamo già parlando a livello agonistico?
Sì, ma anche nel 2022 era già a livello agonistico. Qui era proprio la classe regina con i migliori piloti di kart pugliesi.
La parte del dilettante l’hai svolta fino a quando sei andato a Margherita di Savoia ad allenarti?
Sì.
Poi da Fasano a livello agonistico? Parliamo del 2022?
Sì. Nel 2023 diciamo che ho ripetuto più o meno la stessa cosa, però nel campionato a livello massimo regionale e anche con un’altra scuderia.
Parliamo sempre di gare a livello regionale?
Sì, sempre regionale.
Ma esiste anche un campionato a livello nazionale?
Certo.
Quali sono gli step per arrivarci?
Non sei obbligato per forza a seguire delle tappe ben precise, puoi muoverti come meglio credi.
Devi essere attenzionato dalle scuderie?
Sono stato attenzionato da un team vicino Milano, di Lonato, aveva chiesto informazioni, ma siccome il mio obiettivo non è quello di arrivare a livello nazionale nei Kart ma quello di correre in macchina, non l’ho preso in considerazione, anche perché un gara nazionale di Kart costa tre-quattro volte una gara regionale. La gara regionale ti costa 1.500 euro.
È tutto a tue spese?
Sì. A meno che non ci siano eventuali sponsor a finanziarti.
Non ci sono sponsorizzazioni?
Sono alla costante ricerca di possibili sponsor, però non tutti sono disposti a farlo. Purtroppo è molto difficile trovare imprenditori disposti a investire su giovani talenti in uno sport costoso come il nostro.
È forse di nicchia questo sport?
Sì, purtroppo non è seguito come il calcio, ma comunque ha un gran bel seguito a livello italiano dato che le nostre gare sono presenti su Sky, Tv, e vari social con milioni di contatti televisivi e migliaia di persone presenti fisicamente negli autodromi. Con questo si può creare una buona opportunità per gli sponsor che vogliono investire su di me. Purtroppo, in questo sport il talento conta sempre fino a un certo punto, perché è vero che per arrivare a livelli alti devi essere veramente bravo, ma è altrettanto vero che per diventare bravo devi fare tanti chilometri. Per fare quei chilometri ti serve un budget dedicato. Quindi, ci puoi mettere del tuo, magari sui Kart è ancora fattibile, ma quando entri in auto devi essere per forza sostenuto economicamente, altrimenti è impossibile raggiungere alti livelli.
Ora hai un’auto tutta tua?
No, quest’anno ho utilizzato un’auto di proprietà del team, ho fatto un pacchetto nel quale loro mi forniscono sia l’assistenza che l’auto stessa.
Che auto hai?
Questa è una Seat Leon Cupra, preparata per il TCR. Ma io in auto non ci sono arrivato direttamente quest’anno, proprio perché c’era già quest’idea. Nel 2022 feci un test a Cremona con una Mercedes AMG GT4, e con il mio coach Benny Strignano che stava come passeggero e mi dava alcuni consigli. Quella è stata la mia prima esperienza in auto in circuito.
Quando ci sono le gare tu stai da solo nell’abitacolo?
Sì, sempre solo.
Non esiste, come nel Rally, una guida accanto?
No, non c’è neanche il sedile da passeggero, le macchine sono completamente vuote, anche dietro, c’è il serbatoio. Sono auto da corsa fatte proprio per quello specifico campionato. Con le auto stradali hanno ben poco a che vedere, solo alcune piccolezze derivano dalle auto stradali, ma in realtà sono completamente diverse. Quindi, nel 2022 ho fatto questa esperienza, e successivamente, verso la fine del 2023, ho fatto sempre degli altri test in auto, sempre in GT, però con una Lamborghini SuperTrofeo. Ho fatto tre test, di cui due a Vallelunga e uno a Imola, che comunque sono andati abbastanza bene. Ma io, infatti, quest’anno avrei dovuto correre con quell’auto, poi in seguito a varie vicissitudini con il team, abbiamo deciso di cambiare rotta all’ultimo e ho corso nel TCR ITALY DSG.
Che scuola hai frequentato?
Il Tecnico Commerciale, qui a Molfetta.
Ti sei diplomato?
Sì.
Ma continuerai gli studi?
Sinceramente no, perché mi voglio dedicare al lavoro, anche per questa mia passione. Lo studio non mi hai mai affascinato, mettiamola così. Rimane la questione che, per fare questo sport, appunto, volendoci tanti soldi e volendoci comunque del tempo libero, non avrei tempo per studiare.
È in corso il campionato?
È finito ieri (27 ottobre 2024, n.d.r.).
La stagione 2024?
Sì.
È iniziato quando?
Per me è iniziato a luglio, per questo problema che ho avuto con il team, perché dovevo fare un altro campionato e poi mi sono ritrovato all’ultimo qua.
E si può iniziare a campionato in corso?
Sì, puoi fare una gara, due gare, tre gare, quante ne vuoi.
Quindi comunque stai nella classifica generale?
Sì. Anche se, ovviamente, non sarò mai competitivo anche a livello di classifica come chi le ha fatte tutte. Il campionato è iniziato a maggio, più o meno, c’erano state già tre gare prima di quella che facessi io. Poi ho fatto anche una gara fuori campionato, in aggiunta, sempre a Vallelunga, che faceva parte di un altro weekend di gara, però sempre con la Seat Leon Cupra dove ho vinto. Quella è stata una bella soddisfazione.
I tuoi hobby?
Rimangono sempre in ambito auto, quindi mi dedico, mi piace tanto modificare le mie auto personali e familiari sia a livello motoristico che estetico.
Che macchina hai attualmente?
In questo momento ho una BMW 530, comunque anche le auto di famiglia mi piace prenderle e fare qualche modifica, renderle più veloci. Mi sono dilettato anche a mappare la centralina di un’auto. Mi piace sempre giocare con le auto, se così si può dire.
Hai altri fratelli?
Sì, ho un altro fratello, che è più grande.
È appassionato di auto?
Sì, è appassionato come me.
Ma stai lavorando adesso?
Sì, sto affiancando papà da circa un paio di mesi. Sarò un agente di commercio come lui. Successivamente sicuramente creerò un qualcosa legato sempre al mondo auto e motori.
Fino a che fascia d’età si può fare il tuo sport a livello professionistico?
In realtà tutt’oggi c’è gente che a trenta e quarant’anni sono competitivi. Si può essere competitivi a qualunque età, però ci vuole tanto allenamento fisico, perché specialmente in estate in auto si raggiungono temperature anche di 70 gradi, e quindi è veramente pesante. Noi siamo vestiti tutti ignifughi, si soffre particolarmente. Anche a livello mentale, di riflessi. Cerco di allenarmi, per quanto possibile, almeno sul simulatore in modo tale da poter arrivare in pista e, bene o male, conoscere la pista e migliorare sempre, avere sempre un’ottima concentrazione.
L’allenamento su strada non si può fare qui a Molfetta?
Diciamo che, purtroppo, il nostro territorio non offre grandi possibilità sotto questo punto di vista.
Qual è il picco massimo a cui sei arrivato di velocità?
Il picco massimo l’ho fatto in pista con la Lamborghini SuperTrofeo a circa 270 chilometri orari. Ma non è la velocità quello che ci spaventa, anzi è la parte più rilassante, sul rettilineo è l’unica parte dove ci rilassiamo. Sono le curve e le frenate veramente forti che ci provano.
Fai attività fisica?
Sì, mi alleno tre volte a settimana in palestra. Curo almeno un minimo l’alimentazione, mi faccio seguire da mio fratello che, comunque lui fa bodybuilding, anche se a livello non agonistico per sua scelta, lui mi sa consigliare un po’ come allenarmi e sa curarmi l’alimentazione.
Molfetta non ha tradizioni da questo punto di vista?
A livello Automotive no.
Quanti campionati ci sono partendo dal vertice fino a quelli più regionali? Faccio un esempio: Serie A, Serie B, Serie C?
No, non esiste questo, è diverso. Come ti ho detto prima, ci sono tante categorie, tante attività diverse. Cioè, l’attività della Velocità in circuito è molto differente dal Rally, dal Drift su strada, Drift in pista, così come dalle Formula. Quindi diciamo che ogni strada è un po’ a sè stante. Nella Velocità in circuito, per arrivare al massimo esponente del GT, che sarebbe il GT World Challenge, ci sono tantissime categorie. Si parla delle competizioni nazionali, poi europee, poi mondiali. Per ogni settore ci sono veramente tantissimi campionati a cui poter partecipare. Quindi sono veramente tante le possibilità da percorrere. Diciamo che il massimo sarebbe il GT3 a livello mondiale o detto anche GT World Challenge. Fra qualche anno l’ambizione sarebbe fare il mondiale, ma servono risorse economiche. Purtroppo in questo momento non le abbiamo. Il problema è che uno può essere bravo, può avere talento, ma deve avere gli strumenti. È come dire che un calciatore ha talento ma non si può allenare. Mi auguro di avere la fortuna di incontrare nei prossimi mesi sulla mia strada imprenditori disposti a investire su di me.

Michele Magarelli, “Ambisco al mondiale, ma servono gli sponsor”, L’altra Molfetta, Anno XL, n. 12, dicembre 2024, pagg. 43-45.
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