Fino ai primi decenni dell’Ottocento in Inghilterra, come negli altri Stati, la tassa sulle lettere era proporzionale alla distanza, onerosa e a carico del destinatario. Le missive con più di un foglio pagavano un supplemento; pertanto, al fine di accertare la sospetta infrazione, veniva sovente violato il segreto epistolare. Tali inconvenienti causavano un penoso disservizio proprio quando il Paese stava avviandosi verso lo sviluppo industriale. Nel solo circondario di Londra, durante il 1837, vennero rifiutate, o male indirizzate, lettere per un importo di 122 mila sterline, pari all’epoca a 893 kg di oro fino. Gli studiosi di storia postale concordano che sia stato un caso fortuito a suggerire al britannico Rowland Hill (1795-1879), cultore di statistica, l’idea di riformare quella farr...
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