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Il Duomo, il libro, un sogno di pace: Molfetta incontra Al Bano

Un altro grande successo della Società molfettese di Mutuo Soccorso

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Al calar della sera, il 1° settembre 2025, le pietre bianche del Duomo Vecchio di Molfetta hanno accolto un pubblico numeroso e partecipe per un evento che è andato oltre la semplice presentazione di un libro.
Al Bano Carrisi, voce e volto della musica italiana nel mondo, ha portato a Molfetta non solo i ricordi di una carriera luminosa, ma soprattutto un messaggio di speranza racchiuso nel titolo della sua ultima opera: Il sole dentro. Il suo arrivo ha portato con sé la curiosità di incontrare un artista conosciuto in tutto il mondo e la voglia di condividere un messaggio di speranza.
La manifestazione, organizzata dalla Società Operaia di Mutuo Soccorso di Molfetta nell’ambito delle celebrazioni per i 150 anni dalla sua fondazione, ha unito cultura, spiritualità e impegno civile. Ad aprire la serata è stato il presidente Pietro Centrone, che ha salutato i presenti ricordando come “questo anniversario non sia solo un traguardo, ma un punto di partenza per rinnovare il nostro impegno verso la comunità e la solidarietà”.
Al centro dell’incontro, Al Bano ha condiviso con il pubblico pagine e pensieri del suo libro. “Il sole dentro è la forza che mi accompagna da sempre – ha raccontato – una luce che, nonostante le tempeste, non si spegne mai. È la stessa luce che vorrei vedere brillare nei cuori di tutti, soprattutto dei più giovani”.
La sua testimonianza si è intrecciata con una causa che lo vede oggi in prima linea: la proposta di assegnare il Premio Nobel per la Pace ai bambini di Gaza, iniziativa dell’associazione “L’isola che non c’è”, già approdata in Parlamento con il sostegno del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e dell’ex ministro Sergio Costa. “Non possiamo restare indifferenti davanti al dolore dei più piccoli – ha dichiarato l’artista – sono loro i veri ambasciatori di pace, perché non conoscono barriere né confini”.
Nel corso della serata Al Bano non si risparmia. Racconta molto della sua vita e dei suoi incontri speciali, Papa Giovanni Paolo II, Padre Pio e Madre Teresa di Calcutta che ha definito “un piccolo ulivo rugoso che cammina per le strade del mondo”; ma anche dei suoi inizi, dei rimbrotti di sua madre, della sua perseveranza anche nei momenti più complicati e di fronte alle difficoltà che la vita riserva.
Accanto ad Al Bano, tre voci di rilievo hanno arricchito il dibattito: Monsignor Filippo Santoro, arcivescovo emerito di Taranto, che ha ricordato come “la pace non sia mai conquista definitiva, ma scelta quotidiana che nasce dall’ascolto e dalla compassione” e ha ricordato i momenti trascorsi con Al Bano incontrando il pubblico in diversi Paesi del mondo; il Maestro Paolo Lepore, che ha sottolineato il ruolo della musica capace di unire ciò che spesso la politica divide, tanto da ipotizzare un grande evento musicale in favore delle popolazioni martoriate dalle guerre; e il critico musicale Ugo Sbisà, che ha invitato a leggere il libro di Carrisi come il racconto di una resilienza personale che diventa universale.
La serata ha raggiunto il suo culmine con la consegna ad Al Bano del Premio Tarshito 2025 per la Pace, riconoscimento che celebra artisti capaci di trasformare il proprio talento in seme di fraternità. Visibilmente emozionato, il cantante ha ricevuto dalle mani di un entusiasta ed emozionato vice Sindaco Nicola Piergiovanni l’onorificenza, un premio per Al Bano e, simbolicamente, per tutti coloro che credono che la musica, la cultura e la spiritualità possano cambiare il mondo, interpretando anche i sentimenti dell’intera comunità molfettese.
In chiusura a monsignor Santoro è stato donato un ritratto di Papa Francesco realizzato da Michele Paloscia, un deferente omaggio a un pioniere di pace, voce coraggiosa di una Chiesa di frontiera.
L’atmosfera suggestiva del Duomo Vecchio, illuminato dalle luci calde del tramonto e dalla partecipazione intensa del numerosissimo pubblico presente, ha reso indimenticabile l’incontro. La lunga fila per il firmacopie finale ha testimoniato non solo l’affetto verso l’artista, ma anche il desiderio di portare a casa, insieme al libro, un frammento di quella luce interiore evocata nel titolo. Con questa serata, Molfetta ha dimostrato, ancora una volta, la sua vocazione ad essere crocevia di dialogo e speranze. Un appuntamento che resterà nella memoria collettiva come un invito a custodire, ciascuno dentro di sé, quel “sole” che resiste e illumina, anche nei tempi più bui.
Un altro grande successo della Società molfettese di Mutuo Soccorso.

Ezia Clemente
Foto ©Vincenzo de Pinto

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