Gesù non è andato via

Missione e testimonianza. Due parole chiave per interpretare la liturgia della solennità dell’Ascensione del Signore Gesù al cielo. L’apostolo Paolo, come ascoltiamo nella seconda lettura, si chiede e ci fa chiedere: Cosa significa che ascese, se non prima che era disceso quaggiù sulla terra? Ce lo chiediamo, appunto, anche noi oggi cosa significa celebrare la solennità dell’ascensione di Gesù al cielo. Soprattutto, ci chiediamo che senso ha festeggiare questo momento? Cosa implica per la nostra esistenza umana e cristiana oggi?
Gesù, coeterno col Padre e con lo Spirito Santo, è stato inviato da Dio sulla terra per un arco di tempo al fine di rendere tangibile il suo amore per l’umanità. Gesù è il volto del Padre misericordioso, quel Padre che ha scavalcato i cieli ed è venuto sulla terra per camminare insieme all’uomo, agli uomini e alle donne di tutti i tempi. Dopo questo arco temporale, essendo Figlio di Dio, e quindi non soltanto uomo, Gesù fa ritorno al Padre, come dire “rientra” nella sua dimora eterna. 
Questo, forse, vuol dire, che lascia l’umanità in balia delle onde? Significa, forse, che Dio non vuole più camminare con gli uomini? Lascia sola l’umanità in mezzo alle intemperie delle guerre, dei cataclismi naturali, delle violenze di ogni genere? 
Durante la sua permanenza terrena Gesù ha istituito e istruito i discepoli e gli apostoli e a loro ha affidato il compito di formare comunità cristiane che ne perpetrassero i suoi insegnamenti. Lo ascoltiamo proprio nella pericope evangelica di Marco: Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Nella prima lettura, raccontando il momento dell’ascensione, assistiamo a quell’attimo in cui, mentre i discepoli erano rapiti e senza parole di fronte a quel mistero che stavano assistendo, due angeli li esortano con queste parole: Perché state a guardare il cielo? E li invita ad intraprendere il viaggio della missione. San Paolo, nella seconda lettura, ci esorta a prolungare quella missione e testimoniare al mondo di oggi la presenza reale del Signore: Comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto
Gesù non è andato via se noi cristiani siamo decisi e leali nella nostra missione e nella testimonianza di fede. Gesù non è andato via se noi cristiani facciamo del nostro battesimo una vera e propria missione nel nostro mondo. Gesù non è andato via se noi cristiani siamo coerenti con la nostra vocazione e testimoniamo il Vangelo in ogni circostanza e ad ogni persona. Gesù non è andato via se noi cristiani, colti dal sussulto dello Spirito Santo, profetizziamo cieli nuovi e una nuova terra. Gesù non è andato via se noi cristiani, con spirito di profezia, testimoniamo la bellezza della comunione e della condivisione. Gesù non è andato via se noi cristiani, infervorati dalla parola del Vangelo, diveniamo costruttori di una Chiesa aperta al futuro di Dio. Gesù non è andato via se noi cristiani, infiammati dalla grazia dei sacramenti, ci facciamo creatori di una nuova umanità che viva in pace e faccia del perdono il suo stile di vita. 
Gesù non è andato via se tu percorrerai le strade della quotidianità con un cuore missionario e testimoniando con la tua stessa esistenza la bellezza di un Vangelo che continua ad incarnarsi anche nella storia di oggi. E allora sarà già un tempo nuovo perché vorrà dire che avrai i piedi ben puntati per terra e gli occhi rivolti al cielo.

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