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Festa di Maria Assunta in cielo

Si venera nella parrocchia San Gennaro

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Il 15 agosto, nel cuore dell’estate, la Chiesa celebra l’Assunzione della Beata Vergine Maria, il passaggio, cioè, dalla vita terrena a quella spirituale della Madonna. Questa festività è cara non solo ai cristiani cattolici ma anche ad altre chiese protestanti, come armeni, ortodossi e anglicani, anch’essi celebrano l’Assunzione della Vergine Maria, seppur con delle differenze sostanziali importanti.
Secondo i cristiani cattolici, infatti, l’Assunzione della Beata Vergine Maria avviene subito dopo che la Madre di Gesù termina il proprio periodo di vita nella Terra, Maria viene accolta in Paradiso, conservando sia anima che corpo: la resurrezione che effettivamente spetterà ad ogni uomo e che avverrà quando vi sarà il giudizio universale.
Armeni e ortodossi, invece, chiamano l’Assunzione “Dormizione”. Secondo il loro punto di vista, infatti, la Beata Vergine Maria viene accolta in Paradiso, ma non dopo la morte. Maria, infatti, sarebbe caduta in un sonno profondo e poi accolta in Cielo.
Nonostante queste differenze è una festività molto cara a entrambe le chiese, a differenza di altre chiese protestanti, che basandosi solo su quanto esplicitamente citato nella Bibbia, non credono all’Assunzione di Maria, perché nel Vangelo non vi sarebbe alcun riferimento.
È molto antica la devozione dei molfettesi verso Maria SS. Assunta in Cielo il cui simulacro, opera dello scultore napoletano Francesco Verzella (uno tra i massimi esponenti della celebre famiglia di intagliatori napoletani operante nel XVI secolo), si venera nella parrocchia San Gennaro a cura della Confraternita omonima. Una testimonianza di tale devozione si ha sin dalla vigilia (14 agosto), allorquando in molti balconi delle nostre case si vedono fiammelle di lumini per glorificare l’ascesa della Madonna. È una bella tradizione che si conserva ancora mentre è ormai scomparsa l’usanza di allestire altarini nelle piazze, agli angoli delle strade, addobbate con fiori, candelieri e altri ornamenti completati da quadri e statuine dell’Assunta.
La statua venerata nella parrocchia San Gennaro, come ha scritto Pietro Angione (In comunione luglio 2011) nella sua fattezza “ripropone elementi costanti della produzione verzelliana: il fisico robusto, le forme del corpo sinuose e tondeggianti a simboleggiare la maternità di Maria, le vesti aggrovigliate alle membra che non nascondono la pienezza e la fisicità della Vergine, madre come tutte le madri, chiamata al Paradiso nell’integrità della sua essenza materiale e spirituale. Anche le mani paffute in bella vista, l’incarnato vermiglio delle gote, gli angioletti paffuti e giocondi ai piedi di Maria la firma inequivocabile di Francesco Antonio Verzella. Il moto ascensionale è ben rappresentato dall’avvilupparsi delle vesti al corpo della Vergine, che solleva le braccia al cielo estasiata dalla visione beatificante del Volto di Dio. Lo sguardo è rapito dalla Luce Celeste, forse desideroso di rincontrare finalmente l’amato Figliolo, con gli stessi occhi che l’hanno visto spirare sulla croce e, gloriosamente risorto dalla morte, ascendere al Cielo”.
Il dogma dell’Assunzione della Vergine Maria fu proclamato da Papa Pio XII il 1° novembre 1950 con la Bolla “Munificentissimus Deus”, nella quale il Pontefice definisce la traslazione gloriosa della Beata Vergine Maria, in corpo ed in anima dalla terra al cielo, per virtù divina, a differenza dell’Ascensione di Gesù, il quale salì al cielo per virtù propria.
Per poter festeggiare anche a Molfetta il dogma, nel pomeriggio del 15 novembre 1950 il simulacro dell’Assunta fu portato dalla parrocchia San Gennaro in Cattedrale percorrendo le vie Domenico Picca e Dante. Nei giorni 16-17-18 ci fu un triduo predicato dal Rev. Padre Enrico Galiani O.P. Il giorno 19, alle ore 10, fu celebrato un solenne Pontificale da parte di Mons. Achille Salvucci il quale, dopo l’omelia, impartì la benedizione papale con annessa l’indulgenza plenaria. Nel pomeriggio dello stesso giorno, la statua della Madonna fu portata in solenne processione per il ritorno alla parrocchia San Gennaro. La processione, accompagnata dal Capitolo, dai seminaristi e da tutte le Associazioni di Azione Cattolica percorse le seguenti vie: Dante, San Pietro, Piazza Dante, San Domenico, San Benedetto, Tenente Ragno, Annunziata, Piazza Paradiso, Immacolata, Daniele Manin, Roma, Piazza Margherita di Savoia, Quintino Sella, Corso Umberto, Amedeo, Margherita di Savoia, Pansini.
I balconi e le finestre furono tutti addobbati a festa al passaggio della Madonna, portata a spalla dai Confratelli che indossano il seguente vestiario: camice e cappuccio bianchi, mozzetta bianco-crema con fiorellini sparsi di colore rosso-bruno, cingolo rosso bruno e al collo laccio dello stesso colore con medaglione riproducente la Madonna Assunta in Cielo.
E per concludere, una mia riflessione: il 15 agosto è anche il giorno in cui si celebra la festa laica più importante dell’estate: il Ferragosto, in ricordo delle antiche Feriae Augusti, giornata da passare rigorosamente fuori città.
La popolare, quanto italianissima tradizione della gita di Ferragosto nasce poi, come raccontano i nostri anziani, durante il ventennio fascista, quando il regime, grazie all’istituzione dei “Treni popolari di Ferragosto”, con prezzi fortemente scontati, prese ad incoraggiare le gite popolari: l’iniziativa offriva infatti la possibilità anche alle classi sociali meno abbienti di visitare le città italiane o di raggiungere le località marine o montane. L’offerta era limitata ai giorni 13, 14 e 15 agosto e comprendeva le due formule della “Gita di un sol giorno”, nel raggio di circa 50-100 km, e della “Gita dei tre giorni” con raggio di circa 100-200 km. Era questa l’occasione, per la maggior parte delle famiglie italiane, di vedere per la prima volta con i propri occhi il mare, la montagna e le città d’arte. Nondimeno, dato che le gite non prevedevano il vitto, nacque anche la collegata tradizione del pranzo al sacco. Ma non si dimentichi che per la Chiesa è festa di precetto ragion per cui la Vergine Maria Assunta in Cielo, al di là di ogni svago, quanto mai opportuno e desiderato, venga quel giorno onorata partecipando alla celebrazione eucaristica.

Cosmo Tridente

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Foto © Francesco Vallarella

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