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Festa dell’Annunziata: tradizione sì, ma a quale prezzo per residenti e disabili?

L'ordinanza prevede il divieto di transito e di sosta in numerose strade del quartiere per tre giorni consecutivi

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Per tre giorni il quartiere dell’Annunziata (Piazza Paradiso – Piazza San Michele) si trasforma nel cuore della festa dedicata alla Madonna dell’Annunziata. Una vecchia festa che torna in auge nel 2017 grazie alla volontà di un noto religioso molfettese. Leggendo l’ordinanza della Polizia Locale che disciplina la viabilità nei giorni 19, 20 e 21 giugno, emerge una questione che va ben oltre la semplice organizzazione di un evento religioso o popolare. Fino a che punto una manifestazione può comprimere i diritti dei residenti, e soprattutto quelli delle persone con disabilità?
L’ordinanza prevede infatti il divieto di transito e di sosta in numerose strade del quartiere dalle ore 7.00 alle 23.59 per tre giorni consecutivi. Una misura che inevitabilmente comporta disagi per tutti i residenti, ma che assume una rilevanza particolare quando coinvolge gli stalli personalizzati riservati ai cittadini disabili. Secondo quanto constatato sul posto, alcuni di questi parcheggi risultano occupati dalle bancarelle della festa.
Di fronte a tale situazione, alle ore 18.15 del 20 giugno 2026, è stato contattato telefonicamente il Comando di Polizia Locale per chiedere chiarimenti. La risposta ricevuta sarebbe stata che non esiste alcun problema, poiché durante i giorni della manifestazione il divieto di sosta riguarda tutti i veicoli. Una spiegazione che però non sembra affrontare il nodo centrale della questione. Il problema non è se il divieto sia esteso a tutti, ma come venga garantito il diritto alla mobilità di chi, proprio a causa della propria condizione, ha ottenuto dall’amministrazione uno stallo personalizzato sotto casa.
Se un parcheggio riservato viene temporaneamente soppresso per consentire lo svolgimento di una festa, quali misure alternative vengono adottate? È stato individuato uno stallo sostitutivo nelle immediate vicinanze? I cittadini interessati sono stati preventivamente informati? È stato predisposto un piano per consentire loro di continuare a muoversi in condizioni di pari dignità rispetto agli altri residenti? Domande che non possono essere liquidate con il semplice richiamo a un divieto generalizzato di sosta.
Il rischio, infatti, è che una persona con disabilità venga di fatto privata della possibilità di utilizzare il proprio veicolo in prossimità dell’abitazione per tre giorni consecutivi. In altre parole, che sia costretta a lasciare l’auto lontano da casa o addirittura a rinunciare agli spostamenti. Una prospettiva che appare difficilmente conciliabile con i principi di inclusione, accessibilità e tutela delle persone fragili sanciti dalla normativa nazionale e internazionale.
Ma le perplessità non si fermano qui. Dall’ordinanza emerge anche un aspetto che meriterebbe maggiore trasparenza. Tra le richieste che hanno portato all’emanazione del provvedimento compare infatti il riferimento a un soggetto identificato soltanto con le iniziali “G.C.”, indicato come presidente pro tempore del Comitato Festa Maria SS. Annunziata e un altro “G.T.” come organizzatore dell’evento. È lecito chiedersi se sia normale che, in un atto pubblico che produce effetti significativi sulla vita di un intero quartiere, non vengano riportati i nominativi completi del presidente del Comitato e dell’organizzatore dell’evento, ma soltanto le rispettive iniziali? La trasparenza amministrativa dovrebbe consentire ai cittadini di conoscere con chiarezza chi promuove, organizza e assume la responsabilità di iniziative che comportano limitazioni della circolazione e occupazione di spazi pubblici.
A questo si aggiunge il tema dell’occupazione del suolo pubblico. Per tre giorni strade, piazze e parcheggi vengono sottratti alla normale disponibilità dei cittadini per ospitare bancarelle e attività commerciali. Chi gestisce l’assegnazione di questi spazi? Se ne occupa il Comune attraverso gli uffici competenti, oppure la gestione è demandata direttamente agli organizzatori della festa? Esiste un regolamento pubblico che disciplina tali assegnazioni? Sono previsti canoni o contributi per l’occupazione del suolo pubblico? Chi incassa queste somme e con quali modalità vengono rendicontate? Si tratta di domande assolutamente legittime quando vengono utilizzati beni appartenenti alla collettività.
In molte città italiane eventi analoghi vengono programmati prevedendo parcheggi alternativi per i disabili, comunicazioni preventive ai residenti interessati, percorsi accessibili e specifiche misure di assistenza. Soluzioni che consentono di conciliare le esigenze della manifestazione con il rispetto dei diritti individuali.
La vera domanda, dunque, non è se la festa debba svolgersi o meno. La domanda è un’altra: è accettabile che, per consentire lo svolgimento di una manifestazione, un cittadino disabile perda temporaneamente un diritto che gli è stato riconosciuto proprio per compensare una situazione di svantaggio? E ancora: sono state valutate tutte le possibili soluzioni per evitare che ciò accadesse?
Sono interrogativi che meritano risposte chiare e pubbliche da parte del Comando di Polizia Locale e degli organizzatori. Certo, ciò che si sta segnalando non può riguardare alcuna responsabilità del nuovo sindaco Manuel Minervini, perché si tratta di una manifestazione autorizzata già durante la gestione commissariale e, negli anni precedenti, dalla precedente amministrazione comunale. Tuttavia, la nuova amministrazione comunale potrebbe avviare una riflessione comune, con il nuovo Vescovo Domenico Basile, sul crescente numero di feste religiose e sagre parrocchiali che hanno caratterizzato i precedenti episcopati e amministrazioni comunali.
Perché una città moderna si misura non soltanto dalla capacità di organizzare eventi e celebrare tradizioni, ma soprattutto dalla capacità di garantire che nessuno, nemmeno per tre giorni, venga lasciato indietro.

Ordinanza Festa Annunziata 2026

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